LE DELUDENTI POSSIBILITÀ’ DI ACCUMULO DELL’ENERGIA ELETTRICA

Rileggendo l’articolo ” Accumulare energia elettrica, un problema di difficile soluzione” del 30.11.2014 rilevo dei validi  motivi per riportarlo all’attualità poiché vi intravedo una possibile  risoluzione di problemi che stanno diventando sempre più pressanti mentre risalta la tendenza negativa di uno scarso impegno dei tecnici specialisti e delle industrie del ramo per le ricerche innovative nello specifico settore.

Sembra impossibile che il grande progresso tecnologico che interessa tutti i campi dell’odierno vivere umano non riesca ad escogitare dispositivi di nuovo tipo che in poco volume e poco peso siano in grado di accumulare ingentissimi quantitativi di energia elettrica. La disponibilità di tali eccezionali strumenti apporterebbe una benefica e straordinaria rivoluzione in molti settori a partire dai mezzi di trasporto privati  che diventerebbero tutti ad alimentazione elettrica con i vantaggi che ne derivano, continuando con un rilevante incremento degli impianti solari di produzione di energia elettrica i quali, con le attuali modeste possibilità di accumulo. finiranno per mettere in luce la loro vera essenza che è quella di non risolvere nulla se non di approfittare delle sovvenzioni statali. Man mano che saranno prodotti i nuovi tipi di pannelli solari  verrà  a galla la necessità di smaltire quelli vecchi e quindi sarà vanificata la ammortizzazione delle spese private e pubbliche sostenute per la originaria installazione dei pannelli stessi . L’utilità dei nuovi accumulatori darebbe notevoli migliorie in molti settori con vantaggi notevoli sia campo economico che in quello ambientale.

Purtroppo l’uscita di questi rivoluzionari accumulatori non si profila incomprensibilmente in nessun orizzonte e quindi appare  necessario ricorrere ai ritrovati alternativi che, come ne caso in esame, devono sfruttare delle metodologie complesse e chiaramente di ripiego se confrontate con la soluzione vera prima enunciata.

In questa sede la mia proposta viene descritta molto sommariamente.

Schema di serbatoio idropneumatico. Cliccare per ingrandire

Schema installazione serbatoio idropneumatico.di tipo aereo

Il principio ispiratore è simile a quello degli impianti idroelettrici reversibili che si può affermare costituiscano l’unica possibilità, anche se poco razionale per le rilevanti perdite che accusa, di grande accumulo di energia elettrica oggi esistente essendo basata su due laghi posti a quote altimetriche differenziate e conseguente duplice azione di produrre energia elettrica sfruttando il salto utile ed in secondo luogo del procedimento opposto messo in atto in opportuni periodi per dar corso al risollevamento nel lago superiore della stessa acqua che prima aveva fatto girare le turbine, le quali, in questa fase e vista la loro caratteristica precipua di essere reversibili, sono usate come pompe .

Esempio di serbatoio idropneumatico orizzontale interrato costituito da una tubazione di grande diametro e lungjhezza. (cliccare p'er ingrandire)

Esempio di serbatoio idropneumatico orizzontale interrato costituito da una tubazione di grande diametro e lungjhezza.
(cliccare p’er ingrandire)

Senza entrare nei dettagli delle opere necessarie che si possono trovare nell’articolo “Il serbatoio idropneumatico”…. si tratta di realizzare un grande contenitore di acqua ed aria del tipo aereo di cui alla prima figura allegata oppure sotterraneo e  destinato a funzionare come serbatoio idropneumatico accumulandovi grandi quantità di acqua mantenuta in pressione da un cuscino superiore d’aria che consente di variare il volume invasato facendo variare la pressione da un minimo di 2 bar in corrispondenza di un livello dell’acqua basso per arrivare fino ad 8 – 10 bar a serbatoio pieno. L’accumulo ha luogo sfruttando i cascami di energia cioè tutta quella in eccesso rispetto al fabbisogno e che i pannelli solari producono quando il sole splende e  l’energia così derivata,  non essendo richiesta e quindi non sussistendo alcuna possibile accumulazione, andrebbe perduta. Una volta riempito d’acqua in pressione il serbatoio idropneumatico è possibile  effettuarne il recupero tramite  le pompe reversibili (PAT pump as turbine) che in tale fase si comportano come turbine.

Pubblicato su News. Leave a Comment »

GLI INSEGNAMENTI CHE SI POSSONO TRARRE DALLE LETTURE DEGLI ARTICOLI DI QUESTO SITO

grafico di durata dei fenomeni naturali

grafico di durata dei fenomeni naturali. Nelle ascisse i tempi, nelle ordinate i valori

In un articolo del presente sito avevo commentato il grafico che ripeto qui a lato per sostenere che esso rappresenta bene la casistica molto frequente in natura ed in base alla quale i fenomeni di valore molto elevato sono sempre in numero estremamente esiguo mentre man mano che si scende con la qualità dei fenomeni medesimi la curva che li rappresenta si appiattisce per allungarsi moltissimo nei valori modesti. Come dire che le cose belle sono pochissime mentre quelle insignificanti sono molte.

La stessa regola resta valida per il grafico del numero di lettori che esaminano i miei articoli in cui appare a prima vista un andamento del tutto simile a quello della precedente figura. Ritengo però interessante verificare se in tutto questo esiste una motivazione e soprattutto se vi si possono ricavare utili indicazioni.

Come si può vedere dal grafico della fig. n. 2 che si riferisce agli articoli effettivamente aperti dai lettori nei tre anni di vita del presente sito, si nota subito che al primo posto e con un numero di letture veramente notevole, se paragonato a tutto il resto del grafico,. è occupato dall’articolo “ impianti di sollevamento ”. In questo primato io intravedo una ragione specifica in quanto, essendo ridotto quasi a zero il numero degli acquedotti che funzionano completamente a gravità, l’insieme di apparecchiature elettromeccaniche ed elettroniche che provvede a dare meccanicamente la necessaria pressione di funzionamento agli acquedotti, non solo riveste un ‘importanza capitale ma soprattutto eccelle nelle molte e variabilissime possibilità di realizzazione e di gestione degli impianti il che fa aumentare a dismisura l’interesse di coloro che si dedicano o che hanno passione e curiosità per gli acquedotti. Tanto per citare qualche titolo basterà nominare il sollevamento in serbatoio o a pressione variabile direttamente in rete, le pompe a velocità variabile, le pompe sommerse e quelle a girante immersa, l’automazione intelligente tramite impianto di telecomando, il funzionamento in parallelo o in serie delle pompe ecc. ecc. Tutto ciò ed il molto altro che occorrerebbe elencare, rendono alto il valore dell’argomento

 

grafico-visite-a-tutto-2016

Grafico del numero di letture degli articoli del sito tuttoacquedotti. Nelle ascisse i nomo degli articoli, nelle ordinate il numero di articoli

Un articolo che nella serie si trova abbastanza staccato dal precedente ma occupa una posizione di netto privilegio come deve considerarsi il secondo posto è quello denominato “il pericoloso colpo d’ariete trasmesso in rete dalle pompe . Mi riesce abbastanza difficile giudicare una presenza del genere. E’ ben vero che i colpi d’ariete che si verificano negli acquedotti rappresentano un grave rischio di rottura di condotte ed apparecchiature stradali o di centrale ma non mi sembra che questo rappresenti un fatto di eccezionale importanza anche perché sussistono i rimedi per attenuare gli effetti negativi descritti appunto nell’articolo in argomento. Ciononostante non è senz’altro il caso di mettere in secondo piano la intensa attenzione prestata dai miei lettori al citato colpo d’ariete in quanto ciò sta ad indicare che il problema esiste veramente.

L’argomento che nella statistica si trova in posizione ancora importante, come è senza dubbio la terza, è quello denominato “Rete di distribuzione”  cioè quell’insieme di opere che costituiscono la parte più cospicua ed importante di ogni acquedotto. Io mi auguro che la lettura di tale articolo abbia contribuito a diffondere nei molti interessati le soluzioni tradizionali e soprattutto quelle innovative che sono state propugnate comprovandone la buona riuscita anche con esempi di gestione reale oltre che con le verifiche teoriche fatto con modelli matematici.

Continuando nell’esame della serie di dati raggrupperei tutti tre assieme i seguenti argomenti, “introduzione al sito, “aria in condotta” e “serbatoi”, facendone rilevare l’importanza senza trovarvi nulla di speciale da aggiungere in questa sede nel mentre porrei un accento particolare sui seguenti due “Portate e perdite” , “pressione” in quanto l’averli compresi tra gli articoli importanti è un rassicurante indizio che molte persone ne hanno stimato la molta valenza. E’ un fatto consolante che da almeno una decina d’anni si sia finalmente capito l’importanza che assume la pressione di esercizio delle condotte dell’acqua potabile e quindi si siano compiuti fior di studi ed esperienze per determinare l’entità reale delle perdite occulte d’acqua e realizzare. metodologie serie per ridurne il valore. Tra di esse è essenziale la regolazione intelligente della pressione di esercizio di cui si è molto trattato nel sito.

Se si esamina il grafico della fig.2 balza agli occhi che a partire dall’ultimo elemento prima indicato e cioè “ pressione “ il grafico presenta un marcato punto di flesso, quasi una linea di demarcazione che separa gli argomenti importanti da tutti gli altri che numerosissimi finiscono a poco a poco per ridursi in numero bassissimo di letture.

La conclusione di questa nota fa apparire chiaramente quali sono gli argomenti di tecnica acquedottistica che sono più diffusi tra lettori di un sito che tratta esclusivamente di acquedotti e, poiché l’intero modo di vivere dell’era moderna comprendendovi qualsiasi attività commerciale, industriale, sanitaria., ambientale ecc. ecc. si usa basarla sui dati statistici rilevati tramite i test più disparati, ritengo che sia il caso di consolidare la conoscenza, attraverso i modi resi molto accessibili ai nostri giorni .

Gli argomenti che in sostanza emergono dalla presente e che vengono qui riassuntivamente elencati rallo scopo di sollecitarne una attenta considerazione sono i seguenti:

– gli impianti di sollevamento

– il colpo d’ariete

– la rete di distribuzione

– i serbatoi

– introduzione alla lettura del sito “tuttoacquedotti”

– aria in condotta

– serbatoi

– portate e perdite

– pressione

Pubblicato su News. Leave a Comment »

GLI ERRORI POSSONO ANCHE DIVENTARE UTILI DOPO MOLTI ANNI

altratecnica-triangolazione

Esempio di triangolazione per il tracciamento di un impianto idroelettrico compresa la diga

Appena diplomato geometra ho avuto la fortuna di lavorare con lo studio topografico Aureli di Feltre dove ho potuto mettere in pratica le nozioni di topografia imparate a scuola e soprattutto la tecnica vera di rilievo e tracciamento di importanti opere. Quello che mi appassionava di più era il tracciamento dei manufatti in quanto avevo la soddisfazione di vedere il risultato pratico di strutture la cui costituzione reale dipendeva proprio da me in quanto il tracciamento costituiva la base su cui edificarle.

altratecnica-diga-val-noana

Esempio di diga costruita per conci

In particolare per le dighe ad arco cupola era essenziale fornire ogni mattina al primo aprirsi del cantiere i punti in base ai quali I carpentieri potevano erigere le casseforme di getto del calcestruzzo. Allora la costruzione dalla diga aveva luogo per strati di due metri di altezza e quindi dovevo riportare con la massima esattezza possibile quei dettagli che erano necessari per definire i limiti di getto relativi ad un piano posto a due metri sopra quello già realizzato. Sono necessarie tre importanti precisazioni. La prima riguarda i dati di partenza che erano stati forniti dal progettista della diga e che consistevano in una serie di equazioni atte a definire nello spazio tutta la diga in funzione della quota altimetrica cui ci si voleva riferire. Ad esempio se io dovevo tracciare i punti posti a quota “tot” metri rispetto al piano di riferimento di cantiere dovevo calcolare, sempre con riferimento alla quota “tot” e tramite l’equazione dei centri la posizione analitica del centro di curvatura del paramento di monte e di quello di valle, dalla equazione delle aperture angolari gli angoli al centro relativi alle pareti dei conci e poi dalla equazione del cerchio relativo al paramento di monte e di quella del paramento di valle calcolare i raggi e la posizione di punti equidistanti che definivano tutto il contorno dell’elemento da costruire.

Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato su News. Leave a Comment »

IL CODICE DI EFFICIENZA DEGLI ACQUEDOTTI

Fon99cannelle

Il rifornimento idropotabile negli anni passati

Il servizio di rifornimento idropotabile riveste per la società moderna un’importanza così fondamentale da imporre un vero codice che regola la costituzione e la gestione degli impianti e che potrebbe configurarsi nei seguenti sei articoli. L’ordine della loro elencazione è volutamente casuale in quanto si ritiene abbiano tutti la stessa valenza fatta eccezione per l’argomento elasticità di funzionamento che brilla per la sua quasi totale assenza dagli acquedotti in normale esercizio ed e’ per questa sua particolarità avrebbe meritato il primo posto..

       1. Semplicità costruttiva e di esercizio.

La costituzione e di conseguenza anche il funzionamento degli acquedotti deve esser impostato su basi lineari e prive di inutili complicazioni. Ciò appare evidente nell’espletamento di una funzione diventata normale nei moderni acquedotti e cioè nelle modalità di sollevamento meccanico dell’acqua, funzione nella quale è facile invece trovarsi in presenza di sistemi complessi o di metodologie sorpassate che dovrebbero essere state abbandonate molti anni or sono. Il campo è molto vasto e in questa sede mi limiterò a riportare solo alcuni esempi.

IdrostaticaFinale

Schema di alimentazione classica con vasche in quota ovvero la semplicità che non è ammessa

E’ da segnalare il circolo vizioso che ha luogo quando rilevanti portate d’acqua vengono sollevate a quote elevate per poi dover abbattere la eccessiva pressione che ne deriva. Ciò risulta particolarmente evidente nelle reti d’acquedotto ancora alimentate da vasca di carico posta naturalmente ad una quota altimetrica specificamente elevata perché destinata a far fronte alle punte massime di consumo dei territori idraulicamente difficili da servire. Logicamente tale quota diventa invece esuberante in tutti periodi di consumo minore e per tutte le altre aree il chè è chiara dimostrazione dell’errore di partenza in quanto tali vasche dovrebbero da anni ed anni essere state sostituite da metodi di immissione diretta in rete a pressione regolata.

Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato su News. Leave a Comment »

LE ABISSALI DIFFERENZE TRA LA “sustaining innovations “ AMPIAMENTE ADOTTATA NEGLI ACQUEDOTTI E LA “ disruptive innovations “ CHE DOVREBBE SOSTITUIRLA

Adotto i due termini in inglese perché non ne conosco una valida traduzione in italiano. Come risulta dalle dotte disquisizioni ampiamente dibattute su internet, si tratta di due diverse modalità di aggiornamento o sistemazione radicale di situazioni obsolete in molti settori commerciali, industriali, artigianali o del terziario e quindi anche negli acquedotti a cui è dedicato questo sito. Consiste nel primo caso ( sustaining innovations ) nell’introduzione di funzionalità aggiuntive o nel miglioramento di alcuni attributi, mentre la “ disruptive innovations “ del secondo caso applica un insieme di funzionalità completamente nuove e spesso lontane da quelle classiche di normale attuazione.

VascaCarico

Una delle errate modalità di alimentazione delle reti : la vasca di carico

E’ ben noto come la situazione dell’alimentazione idropotabile in Italia sia fortemente compromessa per molteplici motivi che vanno dalla suddivisione del territorio in tanti piccoli e differenziati acquedotti in luogo di pochi grandi sistemi a rete, ed inoltre sia compromessa a causa della tecnica antiquata adottata nella costituzione e nella gestione che non hanno ancora assimilato i moderni ritrovati arrivando alla conclusione di sistemi aventi alti costi di esercizio, cattivo sfruttamento delle risorse ed infine un servizio insufficiente con enormi perdite occulte. La tendenza effettivamente adottata fa parte del primo dei due metodi di cui si è detto. Infatti è consolidata consuetudine l’apportare continue migliorie ritenendo ogni volta di aver risolto i problemi ed invece compiendo il madornale errore di mantenere inalterato lo schema funzionale di base impedendogli di fatto di passare ai nuovi insiemi razionali.

.

.

profiloconfrontopiezom

Schema di confronto tra alimentazione con vasca di carico e immissione diretta in rete a pressione regolata

Il concetto sarà reso ancora più comprensibile dalla descrizione dettagliata di esempi concreti. E’ classica la situazione di un acquedotto, che rappresenta la stragrande maggioranza di quelli italiani, di vecchia costruzione ed il cui schema costitutivo ha l’alimentazione della rete sempre attuata tramite vasche di carico, acquedotto che è munito di serbatoi di riserva e compensazione delle portate posti in corrispondenza della linea piezometrica, come sono ad esempio i serbatoi pensili, ed è composta da una rete unificata anche per territori scoscesi con serbatoi di accumulo a terra ed a regolazione rudimentale volta alla ricerca continuativa del massimo livello di riempimento. Ne derivano inconvenienti gravi alcuni dei quali solo esemplificati dalle eccessive perdite occulte, da una pressione di consegna dell’acqua molto elevata nei periodi di basso consumo che provoca il maggior volume di perdita, dai serbatoi che essendo quasi sempre pieni non effettuano affatto la richiesta compensazione delle portate. Ciò che fa veramente specie e che conferma quanto sostenuto sopra, è la modalità di risoluzione dei problemi che viene erroneamente seguita. Una delle regole assurde attribuisce tutti i problemi al pessimo stato delle condotte stradali e di conseguenza che il primo intervento, assai costoso, sarebbe concentrato nella sostituzione delle condotte ammalorate con condotte nuove ma del tutto simili a quelle preesistenti e tutto ciò senza verificare se non sia il caso di approfittare dell’intervento a gran parte della rete per apportarvi delle modifiche di base come potrebbero comprendere, ad esempio, la eliminazione delle vasche di carico da sostituire con l’immissione in diretta in rete a pressione regolata. Un altro errore grossolano consiste nella utilizzazione della distrettualizzazione, e cioè della suddivisione della rete in tante sottoreti considerata come il solo metodo valido per conoscere e quindi correggere il funzionamento anomalo della rete stessa. Facendo in questo modo si seziona in più parti il magliaggio degli acquedotti con tutti i danni che questo comporta. Sussistono molti altri inconvenienti che sono stati ampiamente spiegati nei vari articoli di questo sito, ci si limita ad accennare al metodo basilare che dovrebbe essere adottato per passare alla seconda, provvidenziale delle due modalità prima elencate e cioè alla “disruptive innovations “ Si tratta di apportare all’intero sistema acquedottistico una rivoluzione radicale da realizzarsi sia pur piano piano attraverso gli anni ma che in ogni caso sia atta a rendere gli acquedotti “figli del telecontrollo” e cioè costituiti in modo che, abbandonati molti dei sistemi classici che sono ormai totalmente obsoleti, siano non solo modulati dall’impianto di telecontrollo/telecomando costantemente in funzione delle condizioni reali di tutto l’insieme a partire dalla disponibilità delle fonti, dalle modalità di accumulo, di pompaggio, di regolazione delle pressioni, dall’entità delle perdite, dalla prevenzione e riparazione dei guasti ecc. ecc.. ma che soprattutto preveda una costituzione degli acquedotti che sia funzione diretta del tele controllo ce delle sue le sue grandi e spesso inutilizzate risorse.

La conclusione di questa breve nota è la conferma delle spiegazioni del “ disruptive innovations “ vista come una metodologia assolutamente essenziale per l’ammodernamento razionale in campi vastissimi tra i quali è necessario assolutamente comprendere e quindi caldeggiare con tutti i metodi disponibili di diffusione anche il settore approvvigionamento idrico.

Pubblicato su News. Leave a Comment »

LE ANOMALIE DEL SISTEMA ACQUEDOTTISTICO : INCOMPETENZA, TRASCURATEZZA OPPURE GIUSTA CAUSA ?

Le anomalie che chi scrive riscontra nella gran parte degli acquedotti riguardano la consistenza e la gestione degli acquedotti che accusano notevoli peggioramenti rispetto a ciò che la razionalità richiede. Tra i molti inconvenienti di cui vale la pena di discutere ci si limita ai più importanti che risaltano per la notevole diversità e soprattutto nei mancati risultati che quotidianamente balzano agli occhi per la loro entità. Si fa qui riferimento specifico a tre categorie di addetti ai lavori che chi scrive ritiene dovrebbero solidalmente rendersi attivi per la eliminazione delle anomalie e di converso l’ottenimento di positivi ed eclatanti risultati.

DsitrettiPadova

Esempio di distrettualizzazione: la mutilazione della rete acquedottistica di Padova, un territorio urbano pianeggiante idraulicamente suddiviso in molteplici aree onde poter finalmente conoscerne, a caro prezzo, il funzionamento e le perdite occulte d’acqua potabile.

La prima attribuzione è rivolta ai gestori degli acquedotti in quanto non reagiscono affatto di fronte a controsensi come la mutilazione delle loro reti dell’acquedotto operate dalla distrettualizzazione ( vedi la dsitrettualizzazione..) e di fronte ad una modalità deleteria di determinazione dei consumi dell’utenza causata dall’uso di contatori privati obsoleti e che causano una errata e costosissima determinazione dei consumi da fatturare ed inoltre portano alla mancata utilizzazione di costosi, complessi ed approssimativi sistemi di conoscenza del funzionamento reale degli acquedotti . Se invece si impegnassero per la sostituzione dei contatori con apparecchiature multifunzione abbinati alla diffusione in rete di apparecchiature di misura della portata, pressione e qualità dell’acqua, otterrebbero ottimi risultati non solo sulla semplificazione della lettura e fatturazione dei consumi che sarebbe effettuata del tutto automaticamente ma soprattutto nella semplificazione e della essenziale verifica di funzionamento delle reti e soprattutto sulla precisione dei relativi dati ( vedi dettagli  sui contatori…). La seconda categoria chiamata in causa è quella degli gli studiosi di acquedottistica che sono costretti a compiere veri e propri salti mortali per riuscire a determinare i dati di funzionamento delle reti mentre la sostituzione dei contatori darebbe la possibilità di conoscere i consumi istantanei utente per utente e di conseguenza i consumi istantanei effettivi ai nodi della rete rendendo molto più semplice le modalità di calibrazione ed esecuzione delle verifiche tramite modello matematico ma soprattutto darebbero quella precisione di risultati finora impossibile da raggiungere (vedi dettagli)

Infine la terza categoria riguarda il legislatore che invece di imporre la distrettualizzazione dovrebbe promuovere la citata sostituzione dei contatori di utenza per motivi determinanti come la giusta contabilizzazione ai cittadini dell’acqua effettivamente consumata, l’evitare la deleteria mutilazione le reti acquedottistiche dovuta all’impiego della distrettualizzazione, il promuovere la semplificazione del lavoro delle università e dei molti studiosi di cui si è detto ed infine evitare lo spreco di ingenti volumi idrici dispersi agli acquedotti con le perdite occulte.

Contatori in uso normale

Contatori in uso normale che forniscono soltanto i consumi ( imprecisi ) trimestrali o addirittura quelli annuali

Chi scrive continua da anni a battersi per la diffusione di metodi che presentino semplicità di attuazione gestionale, bassi costi di realizzazione e soprattutto buoni risultati comprovati da esempi reali tuttora documentabili. Purtroppo le soddisfazioni sono abbastanza scarse. Anzi devo ammettere che il miglior risultato ottenuto non è affatto positivo ma è soprattutto indice di quei difetti contenuti nel titolo di questa nota. Infatti non è una sola la constatazione che alcune parti essenziali dei miei scritti vengano riprese ed inserite col metodo del “copia/incolla” in relazioni, perfino nel testo di qualche libro importante ( vedi esempio in un testo di letteratura tecnica ) ed in genere in note tecniche le quali, per colmo di assurdità, sostengono vistosamente le tesi acquedottistiche classiche le quali vengono quindi contraddette dal citato copia/incolla creando una confusione inspiegabile mentre viene volutamente diffusa un’ignoranza della tecnica vera e l’ancorarsi spasmodicamente ai vecchi ed obsoleti principi di acquedottistica!

IL RUBINETTO CHE RISPARMIA IL 98% DELL’ACQUA

 

Uno dei più diffusi quotidiani italiani ha pubblicato un articolo che elogiava l’uso del rubinetto di cui alla figura allegata il quale, a detta del cronista, sarebbe in grado di far risparmiare un’altissima percentuale dell’acqua erogata giungendo alla logica conclusione del doppio vantaggio di far economizzare il cittadino nelle spese ed a procurare all’ambiente una rilevante diminuzione dell’acqua prelevata e necessaria per l’alimentazione degli acquedotti .

rubinettorisparmio4

Un rubinetto con il diffusore-riduttore

Al riguardo farei alcune osservazioni riguardanti l’abitudine di enfatizzare argomenti che nella sostanza hanno scarsa efficacia per il raggiungimento degli obbiettivi auspicati mentre vengono completamente ignorati altri fattori che in tal senso avrebbero risvolti mille volte più determinanti.

In realtà i vantaggi reali sono del tutto irrisori. Prima di tutto il 98% di risparmio idrico enfatizzato nell’articolo si riferisce solo all’acqua prelevata nei pochi rubinetti che saranno obiettivamente dotati del riduttore descritto nel mentre i consumi principali d’acqua potabile sono dovuti a tutt’altre strutture idriche come sono ad esempio gli apparecchi igienici, le lavatrici, i macchinari dell’industria o dell’artigianato che usano acqua potabile e nei quali non è possibile applicare il riduttore. In secondo luogo non si vuol capire che, anche nell’ipotesi assurda che il riduttore riuscisse a dare risparmi rilevanti nel prelevo dell’utenza, contemporaneamente si realizzerebbe un aumento delle perdite occulte degli acquedotti colabrodo causato dall’aumento di pressione che il mancato consumo provocherebbe nella rete dell’acquedotto, perdite che finirebbero per annullare in gran parte il risparmio ottenuto dai rubinetti.

I giornali compirebbero un azione veramente meritevole se invece di divulgare palliativi come quello in argomento si dilungassero in argomenti sui quali invece si soffermano molto raramente.

LETTURISTA

La lettura dei contatori d’acqua dell’utente

Per esempio dovrebbe essere enfatizzata la sostituzione dei contatori di misura del consumo degli utenti. Nelle nostre case sono installati apparecchi di tipo rudimentale, che oltre a non misurare con precisione i consumi reali, non consentono di avere la conoscenza vera del funzionamento dell’acquedotto cosa che si realizzerebbe qualora venissero sostituiti con apparecchi moderni in grado di rilevare e trasmettere automaticamente non solo i consumi trimestrali ma invece le portate prelevate e le pressioni di consegna dell’acqua dando modo di conoscere il funzionamento reale dell’acquedotto e le perdite effettive di rete. Si verrebbe finalmente a conoscenza di fenomeni importanti come il prendere coscienza che che le perdite avvengono soprattutto di notte quando gli utenti non consumano e quindi la pressione nelle condotte stradali aumenta a dismisura.

Il ragionamento che segue porta alla seconda constatazione che riguarda l’importanza rivestita dalla pressione di esercizio delle condotte d’acquedotto e di conseguenza la necessità di effettuarne una intelligente regolazione.

Ecco questi sono, ma ce ne sarebbero molti altri, gli argomenti che i giornali dovrebbero riportare perché da essi dipende effettivamente il settore acqua potabile molto importante ma destinato i ad entrare inevitabilmente in una profonda crisi.

graficogiornaliero7

Grafico giornaliero delle pressioni e delle portate di un acquedotto

ACQUEDOTTO FIGLIO DEL TELECONTROLLO – LA DISCUSSIONE CONTINUA

L’immaginazione difficilmente riesce ad ipotizzare i significati che il titolo sottintende. Lo stesso autore non potrà in queste righe condensarne la lunga serie pur avendone già discusso in molte sedi.

Grande acquedotto reticolare del Veneto. (clicca per ingrandire)

fIG. 1 – Un mirabile progetto di unificazione acquedottistica ma anche questo non è “figlio” del telecontrollo

Quello che si vuol far rilevare è la scarsissima attenzione che viene posta all’argomento, in altre parole al fatto che gli acquedotti siano veramente “figli” del telecontrollo-telecomando. È ben vero che la stragrande maggioranza degli acquedotti sono già muniti di impianti centralizzati di telecomando e telecontrollo ma non esistono esempi di servizi che siano stati concepiti e soprattutto costruiti in funzione delle loro caratteristiche precipue. La funzione che normalmente viene assegnata al telecontrollo, come si capisce dal suo nome, è lo svolgere automaticamente e quindi con maggiore velocità, efficacia ed economia, gli stessi compiti che un tempo erano condotti a termine dal personale, ma gli acquedotti restano sempre gli stessi di prima dell’avvento di questo straordinario intelligente mezzo di operatività. Per averne conferma basta esaminare i testi di acquedottistica che abbondano nelle librerie e si vedrà che non viene mai raccomandato o proposto di modificare la struttura fondamentale degli acquedotti, invece si perpetua imperituramente la stessa di mezzo secolo fa.

Leggi il seguito di questo post »

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: