IL SERVIZIO TURNARIO E LA REGOLAZIONE DELLA PRESSIONE

Fontana 99 cannelle

In alcuni acquedotti, soprattutto del Meridione d’Italia, la carenza idrica costringe ad adottare il metodo turnario che consiste nel togliere la fornitura d’acqua a periodi e a zone alterne. Questa procedura, se da un lato consente di risparmiare acqua, dall’altro presenta forti rischi igienici in quanto la mancata pressione all’interno delle condotte, specialmente se ubicate in aree altimetricamente depresse, può permettere che le acque inquinate, sempre presenti nel sottosuolo stradale, possano penetrare all’interno attraverso le immancabili fessure dei tubi costituendo un possibile veicolo di diffusione di epidemie tra gli utilizzatori dell’acquedotto.

Si deve tener presente come una fondamentale norma di esercizio prescriva che tutte le tubazioni di rete siano sempre in pressione essendo questo l’unico modo per tutelare in maniera certa le tubazioni dalla citata immissione di materie inquinanti. Quando si deve togliere pressione per necessità contingenti come accade ad esempio durante lavori di riparazione delle tubazioni, prima di rimettere la condotta in pressione è regola essenziale provvedere a prolungati lavaggi ed alla disinfezione del tronco momentaneamente posto fuori servizio.

Esempio di grafico della pressione imposta per l'acquedotto ideale e di quella normale di un acquedotto alimentato da vasca di carico
Esempio di grafico della pressione imposta per l’acquedotto regolato automaticamente. E’ possibile abbassare la pressione per attuare il servizio turnario

Sussiste un risvolto importante nei riguardi dell’evento di cui si sta parlando ed è dato dalle molteplici possibilità di cui possono disporre gli acquedotti che hanno già adottato la regolazione della pressione delle reti. Si tratta di una modalità costruttiva e di gestione delle reti acqedottistiche da adottare soprattutto e non solo per la regolazione intelligente della pressione di rete ma anche per poter attuare in maniera corretta e senza rischi il servizio turnario di cui si discute. Infatti un acquedotto già dotato del citato sistema di regolazione, può utilizzarlo anche per economizzare nell’acqua distribuita e lo può fare in maniera diversificata a seconda della gravità della carenza idrica di cui soffre momento per momento.

Ad esempio verificandosi soltanto una lieve diminuzione delle fonti vi si può ovviare semplicemente abbassando di cinque o dieci metri la pressione. Ciò provoca una diminuzione sia nella richiesta idrica degli utenti e sia nelle perdite occulte risolvendo immediatamente i problemi in atto senza eccessive deficienze di alimentazione delle abitazioni. Invece sopravvenendo una estrema carenza idrica, si può provvedere ad escludere totalmente la alimentazione idrica zona per zona non già chiudendo le saracinesche stradali come si usa fare con il pericolo di gravi rischi igienici, bensì abbassando notevolmente la pressione in modo da ridurre la pressione a pochi metri sul suolo. In questo modo viene di fatto tolta l’acqua agli utenti dell’area interessata ma senza ridurre mai a zero la pressione in condotta e quindi assicurando che non possa esservi immissione nelle condotte di nessuna acqua esterna. In conclusione le modalità di utilizzazione delle reti normalmente alimentate a pressione variabile asservita al sistema centrale di telecomando e telecontrollo fornisce una ulteriore prova della importanza che riveste la regolazione automatica della pressione di rete.

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