L’ELASTICITA’ CHE DOVREBBE CONTRADDISTINGUERE GLI ACQUEDOTTI

Esempio di grande serbatoio sotterraneo previsto per l'Isola d'Elba. Capacità utile mc 2000000
Esempio di grande serbatoio sotterraneo previsto per l’Isola d’Elba.
Capacità utile mc 2000000
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Per elasticità di un acquedotto intendo la sua possibilità di adattarsi in primo luogo alle esigenze dell’utenza ed alle disponibilità di acqua, e poi a tutto ciò che serve per approvvigionarla e distribuirla fino al rubinetto dell’utente Devo asserire che, in questo senso, gli acquedotti tradizionali, che sono quelli più diffusi e che la letteratura tecnica consiglia, presentano gravi deficienze riassumibili in una grande rigidità. Non mi dilungherò a parlare di questo aspetto ritenendo che il modo migliore per fare rilevare le eventuali mancanze sia invece quello di descrivere le  innumerevoli e variegate possibilità che sono presenti nell’aqcuedottistica intelligente.

Ciò che deve fare l’acquedotto è il rifornire l’utente di acqua buona, fresca, per tutta la quantità che gli serve e con una pressione adatta agli impianti interni degli edifici. Dettaglio di non poco conto è il costo del servizio che, dovendo alla fine essere posto a carico dell’utente, non deve essere gravato da oneri eccessivi né, soprattutto, da costi esorbitanti dovuti a cattiva costituzione o gestione degli impianti. Sorvolerei sulla questione igienica in quanto ritengo si tratti in ogni caso di acqua avente tutte le migliori caratteristiche di qualità e di temperatura che la legge precisa. Invece per quanto riguarda le modalità di produzione e di trasporto dalle fonti fino all’utente sussistono infiniti modi più o meno validi di portarlo a termine assolvendo non solo i compiti di un servizio normale ma anche quelli inerenti tutte le anomalie che possono verificarsi. Bisogna però rilevare che le condizioni del servizio variano anche quando l’esercizio è svolto secondo le regole di base relative al servizio di cui si tratta.

E’ ben noto il fenomeno, del tutto normale, della grande variazione di consumo d’acqua da un’ora all’altra, da un giorno della settimana all’altro, da una stagione all’altra, da uno stato del tempo atmosferico all’altro. Innumerevoli sono i cambiamenti di tipo anomalo che possono aversi. Per citarne alcuni parlerò delle crisi idriche delle fonti, dei fabbisogni imprevisti come ad esempio nel caso di incendi che richiedono forniture idriche molto eccezionali, delle siccità prolungate che provocano impieghi d’acqua potabile per scopi non inerenti direttamente il consumo umano ecc. ecc. Un acquedotto che riesca a far fronte a tutti questi casi può essere solo un sistema pensato, realizzato e gestito con metodi particolarissimi ma che devono rientrare nella normalità perché anche quelli elencati sono casi che, avendo una loro ripetizione statistica reale, rientrano nella sistematicità e di essi si deve tener debito conto nella costituzione di base e nelle previsioni di esercizio degli impianti.. Devo dire che l’acquedotto ideale che viene proposto in questo sito possiede molte caratteristiche utili allo scopo, ovviamente non elencabili dettagliatamente in questa sede. Si ritiene solo di sollecitare il lettore a prendere visione dei vari capitoli dai quali potrà capire il modo per approvvigionarsi dell’acqua in quantità sufficiente ai crescenti fabbisogni, come accumularla per coprire le punte di consumo ed infine come far fronte agli imprevisti. Quello che non posso evitare di accennare è la grande possibilità di seguire le variazioni di richiesta, di contenere le perdite e di economizzare nelle spese di esercizio tutti risultati molto rilevanti e che possono aversi grazie al metodo di alimentazione delle reti di distribuzione chiamato a pressione regolata che forma uno degli oggetti principali del sito e che, differendo totalmente dal metodo classico, offre in tutti questi ed anche in altri campi possibilità se non infinite sicuramente vastissime.

Esempio di rete acquedottistica nazionale
Esempio di rete acquedottistica nazionale
Condotta-serbatoio previsto per Venezia  (mc. 40000)
Condotta-serbatoio previsto per Venezia (mc. 40000)
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