LA PORTATA IDEALE DEGLI IMPIANTI DI PRODUZIONE DEGLI ACQUEDOTTI

Le regole classiche in base alle quali vengono definite le caratteristiche dei serbatoi di compensazione giornaliera degli acquedotti si basano su un concetto che è insito nello stesso loro nome e che sembrerebbe scontato: la produzione giornaliera di acqua dovrebbe corrispondere ogni giorno ed in maniera costante alla portata media consumata dagli utenti nella giornata nel mentre le differenze esistenti di minuto in minuto tra portata media prodotta e quella effettivamente consumata istantaneamente dagli utenti andrebbero colmate dal serbatoio di compensazione giornaliera integrando con esattezza le portate.

Cap6.2.2Fig7
Grafico del prelievo ideale di acqua dalle fonti avente maggior portata notturna quando le condizioni sono più favorevoli.
(cliccare per ingrandire)

E’ dimostrato che la teoria sopra illustrata corrisponde ad una vera e propria utopia e la ragione deriva dalle modalità di determinazione classica delle caratteristiche da assegnare ai serbatoi che trascura un elemento di fondamentale importanza rappresentato dalla variabilità di richiesta idrica durante tutto l’anno tipo. Il tutto viene invece definito prendendo in esame solo il funzionamento critico e cioè della giornata di massimo consumo dell’acquedotto illudendosi che risolto quello siano risolti tutti i problemi.
Nell’esercizio reale del servizio idropotabile risulta impossibile prevedere in anticipo quale sarà la portata effettivamente richiesta dell’utenza nelle giornate (molto numerose durante l’ annata tipo) a portata bassa o medio-bassa e quindi risulta impossibile anche regolare la produzione in modo che immetta in continuità nella rete una portata sconosciuta come invece risulterebbe dalla vigente teoria acquedottistica.
Nella pratica di esercizio vi si rimedia agendo sui tempi di funzionamento della produzione asserviti ai livelli del serbatoio di arrivo il quale, allo scopo, viene munito di galleggianti atti a ridurre la portata quando sono raggiunte determinate quote di invaso, a sospendere totalmente la produzione a serbatoio pieno per riprenderla quando il livello è sceso al punto prefissato. Questo tipo di regolazione può essere definita “ a livello massimo” in quanto il serbatoio di arrivo dell’acqua tende ad essere sempre pieno ed a svolgere compiutamente la compensazione delle portate solo durante i giorni di punta. Negli altri giorni la produzione è però costretta a modulare in continuazione la sua portata onde seguire puntualmente le richieste di rete nel mentre il serbatoio, essendo pieno, manca nello svolgimento del suo compito che sarebbe quello di compensazione delle portate. Ciò significa in dettaglio prelevare dalle fonti una portata sempre variabile ed un maggiore ed inutile dispendio energetico in caso di acquedotti a sollevamento meccanico dovuta ad un funzionamento pulsante delle pompe che agiscono per successivi brevi periodi ma sempre alla portata massima. Nella pratica di esercizio il serbatoio è quasi sempre pieno il che rappresenta, del tutto erroneamente per i motivi qui esposti e poco noti, la convinzione della grande sicurezza di esercizio data dalla presenza continua della  grande riserva d’acqua.
Esistono delle moderne metodologie che rimediano in maniera ottimale a questo disservizio offrendo importanti risultati che sono leggibili nell’ articolo LA REGOLAZIONE DEI SERBATOI DI COMPENSO DEGLI ACQUEDOTTI  ma esse esulano dagli scopi della presente nota il cui scopo è segnalare il fenomeno in sè e per sè. I risultati sono schemticamente rappresentati nella figura allegata da cui si nota come sia possibile addirittura prelevare dalle fonti una portata maggiore la notte quando esse sono più produttive e l’energia di sollevamento economicamente più conveniente

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