UNA MERAVIGLIA DOPO L’ALTRA PER AVERE ACQUEDOTTI CHE FUNZIONANO

Il telecontrollo
Il telecontrollo

La tecnica moderna mette oggi a disposizione di chi opera dei mezzi straordinari che facilitano il lavoro ma soprattutto permettono di ottenere in tutti i campi dei risultati splendidi.
Gli esempi sono innumerevoli, ne citerò qualcuno. Nel campo dei computer i passi in avanti sono cosi strepitosi da aver raggiunto vette prima impensabili ed esteso il miglioramento a tutte le varie branche di elettronica. Altri esempi sono quelli dei trasporti dove sono attivi dei mezzi eccezionali ( basterà pensare ai viaggi interplanetari), quelli della manifattura, delle comunicazioni ecc. ecc.
Anche nel campo acquedottistico, che forma l’oggetto della presente nota, sarebbero molti i settori molto sviluppati in questi ultimi anni, ma si vuole qui trattare, per la loro assoluta originalità e grande performance, solo due apparecchiature e cioè l’impianto di telecontrollo e telecomando e la pompa a velocità variabile.
L’impianto di telecomando è noto per le sue grandi possibilità di esecuzione in automatico delle varie funzioni che caratterizzano gli acquedotti, ma, benché sia l’utilizzazione di gran lunga la più diffusa, non è di questa che si vuole qui parlare bensì di una molto più importante e cioè della vera e propria rivoluzione nella concezione di base che può essere adottata grazie alla presenza dell’impianto di telecontrollo e telecomando. Infatti il poter tenere sotto controllo tutte le funzioni dell’acquedotto, di poter prendere del tutto automaticamente le decisioni del caso ed impartire gli ordini a tutte le apparecchiature consente di progettare, verificare con il modello matematico e quindi di realizzare, acquedotti totalmente diversi da quelli classici molto diffusi ed invece rispondenti alle indicazioni riportate in questo sito e nel testo ebook “ACQUEDOTTI – REALTÀ’ E FUTURO”. Si tratta di variazioni sostanziali che non si ritiene di ripetere ora rinviando piuttosto ai titoli citati limitandoci qui a riaffermare che si tratta di risultati notevolissimi che svolgono azioni straordinariamente vantaggiose per economia costruttiva e di gestione, per il rispetto dell’ambiente, per la sicurezza e l’igiene del servizio di rifornimento idropotabile.

Per dare una ulteriore dimostrazione delle citate e diversificate modalità di esercizio si cita la possibilità di condizionare le operazioni importanti al loro esito effettivo. In altri termini si possono concepire sistemi automatici che, emesso un comando, siano in grado di verificare nel tempo se esso dia i risultati sperati e che il comando stesso debba essere confermato, disdetto oppure modificato a seconda dei risultati medesimi.

Pompe a velocità variabile a corrente continua ed a  frequenza regolata da inverter
Pompe a velocità variabile a corrente continua ed a frequenza regolata da inverter

Il secondo elemento che si vuole qui citare è la pompa a velocità variabile. Un tempo i motori elettrici che azionavano le pompe erano tutti del tipo asincrono a velocità fissa e quindi a caratteristiche costanti. La installazione di particolari dispositivi elettronici chiamati inverter dà ora la possibilità di modificare a piacere la velocità di rotazione delle pompe il che trasforma completamente il tipo di sollevamento oltretutto enormemente facilitato dalla possibilità di asservire la variazione ai comandi del telecontrollo.
In conclusione un acquedotto che possa contare sulla coppia telecomando-pompe variabili può ottenere vantaggi enormi di economia, di risultato finale ed infine di rispetto dell’ambiente, nell’uso razionale di tutte le attrezzature che lo compongono, nel reperimento e nel trasporto dell’acqua dalla fonti fino alla destinazione finale nell’abitazione dell’utente, nella riduzione delle perdite occulte, nella disinfezione e nel controllo igienico dell’acqua consegnata all’utente. Allo scopo deve essere concepito, come risulta in dettaglio dai vari capitoli del presente sito, in funzione diretta della coppia di apparecchiature citate e quindi su basi molto diverse da quelle classiche tradizionali che tuttavia, oltre ad essere predilette dagli enti gestori, sono ancora insegnate all’Università.

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