LE POMPE A VELOCITA’ VARIABILE NEGLI ACQUEDOTTI PRATICAMENTE IGNORATE DALLA LETTERATURA TECNICA

Copertina della rivista L'ACQUA  nella quale è pubblicato l'articolo sulle pompe a velocità variabile. 8 cliccare per ingrandire )
Copertina della rivista L’ACQUA nella quale è pubblicato l’articolo sulle pompe a velocità variabile.
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Nel n. 6/2004 della rivista “ L’ACQUA” 0rgano ufficiale della Associazione Idrotecnica Italiana è pubblicato il mio articolo “L’UTILIZZAZIONE DELLE ELETTROPOMPE A VELOCITA’ VARIABILE NEGLI ACQUEDOTTI”  occupando ben otto facciate del fascicolo per illustrare, anche con l’ausilio di figure e grafici, le svariate possibilità ed utilità di impiego nonché i grandi vantaggi che possono ritrarsi dall’uso delle speciali elettropompe di cui al titolo. Nella nota si insiste nell’impiego appropriato delle macchine ed in particolare nel fatto che le pompe danno i migliori risultati se usate per variare, contemporaneamente ed in funzione dei fabbisogni, non solo la portata sollevata ma anche la prevalenza di sollevamento. In questa sede si precisa che esse sono spesso utilizzate anche in modo poco ortodosso offrendo tuttavia dei vantaggi meno sostanziosi ma pur sempre apprezzabili comprovati dal fatto che sono veramente rari gli acquedotti moderni a sollevamento meccanico dell’acqua che non siano dotati di apparecchiature di questo tipo. Ritenendo fosse logico che la letteratura classica non mancasse di offrire conferme o meglio ulteriori aspetti di una metodologia di pompaggio di acqua potabile così interessante, mi sono procurato un testo recentemente stampato da una delle primarie case editrici italiane, che va per la maggiore e che pertanto ritengo sia molto utilizzato per la istruzione degli ingegneri idraulici. Con mia grande sorpresa constato che lo spazio in esso dedicato alla spiegazione delle pompe a velocità variabile è di una mezza paginetta dove ci si limita soltanto a chiarire la legge che regola portata e pressione di pompaggio in funzione dl numero dei giri.

La pagina della rivista con il riassunto dell'articolo in italiano ed in inglese
La pagina della rivista con il riassunto dell’articolo in italiano ed in inglese.
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Null’altro viene detto nei riguardi delle molte possibilità di impiego effettivo negli acquedotti se non le descrizioni particolareggiate delle casse d’aria e anche delle autoclavi cioè dei piccoli impianti di risollevamento domestici dotati di cassa d’aria e di pressostato per l’avviamento e l’arresto della pompa in funzione della pressione, quest’ultime però riguardano un settore completamente diverso e che, comunque , nulla ha a che fare con le pompe a giri variabili. Essendo quella in esame la seconda edizione del testo di cui si tratta sono andato a verificare anche la prima edizione stampata sedici anni prima ed ho notato che le pagine relative alle pompe a velocità fissa o variabile sono identiche, segno evidente che l’autore così come giudicava poco interessante tempo addietro, anche a sedici anni di distanza rimane tutt’oggi dello stesso parere. Ciò trova conferma anche nel fatto che il testo da mè consultato risulta stampato nel 2012 e che sono previste, trattandosi di un volume di grande importanza, ulteriori successive edizioni nel 2013, 2014, 2015 e 2016 nelle quali, essendo ristampe, si prevede che la cosa si ripeta inveteratamente. Per approfondire l’argomento ho consultato anche un altro testo specifico della materia e scritto da un insieme di docenti universitari del quale ho potuto esaminare la edizione più recente ed anche quella originaria constatando come, anche in questo caso, il problema delle pompe a velocità variabile non è, ancora una volta, affatto trattato in maniera esaustiva. Io credo che l’esclusione dai sacri testi di un argomento così importante, esclusione dalla quale deriva probabilmente una mancata istruzione nella materia degli aspiranti ingegneri in idraulica e specificamente nel campo acquedottistico, corrisponda, almeno in parte, la grave deficienza di costituzione effettiva accusata in generale dagli acquedotti italiani. E’ questo il motivo per cui invito i lettori di questa nota a collaborare ed intervenire con pareri, commenti anche critici, discussioni in modo da contribuire ad ovviare per quanto possibile alla citata mancanza. Sarebbe auspicabile che qualche laureando o neolaureato rimettesse a posto le cose comunicando che durante il suo corso di apprendimento universitario è stato, contrariamente a quanto supposto dal sottoscritto, compiutamente istruito in fatto di pompe variabili. Non sarebbe poi male che qualche laureando includesse nella propria tesi di laurea la discussione sul pompaggio a velocità di rotazione variabile nel mentre è pura illusione che qualche docente intervenga con critiche costruttive alle affermazioni del sottoscritto oppure, in maniera più sostanziale con l’inserimento nei libri di testo e nella materia insegnata dell’argomento stesso. Per conto proprio l’autore di questa nota si batte da decenni, senza alcuno scopo di lucro ma spinto soltanto dalla convinzione che sia un suo dovere preciso, nella diffusione dell’uso appropriato negli acquedotti di quel potente mezzo che è rappresentato dalle pompe a velocità variabile, ottenendo scarsissimi risultati fatta soltanto eccezione per i pur tuttavia rilevanti vantaggi avuti nelle applicazioni effettivamente realizzate su proprio contributo. Sperando poter leggere in calce qualche prezioso commento porgo fin da ora ringraziamenti a coloro che si prenderanno questo impegno. Ulteriori dettagli sulle pompe a velocità variabile possono ottenersi cliccando qui.

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