SONO SOLTANTO I SERBATOI PENSILI AD OFFRIRE ADEGUATE GARANZIE DI FUNZIONAMENTO DEGLI ACQUEDOTTI?

Una critica che mi viene spesso rivolta riguarda la sicurezza di funzionamento del servizio idropotabile la quale, contrariamente a quanto da sostenuto nel mio sito, sarebbe garantita soltanto quando nella rete sono presenti serbatoi pensili che si dimostrano pronti ad alimentare la rete in caso di disservizi di qualsiasi tipo.

Per sfatare questa leggenda vorrei narrare un episodio effettivamente accaduto una trentina d’anni or sono

Getto dell'idrante
Getto dell’idrante

La stazione dei pompieri di una cittadina, di cui la mia Società aveva la concessione di gestione dell’acquedotto ed essendo venuta a conoscenza che il nuovo sistema di alimentazione della rete dell’acquedotto cittadino aveva luogo con pompaggio in diretta in sostituzione di quella attraverso il serbatoio pensile, aveva richiesto la prova di garanzia del funzionamento degli idranti, evidentemente perché si fidava maggiormente della presenza di vasche di carico o serbatoi pensili. La prova che ci venne richiesta era l’apertura contemporanea di due idranti da loro scelti in una posizione periferica della città onde verificare se la potenza del getto d’acqua poteva considerarsi atta allo spegnimento degli eventuali incendi.

Al momento dell’apertura del primo idrante la mandata d’acqua si rivelò assai debole. Infatti la pressione di pompaggio in quell’istante di modesta richiesta dell’utenza era bassa. Alla perplessità espressa dai pompieri io risposi pregando di aver pazienza ed aspettare che il dispositivo automatico della centrale avesse il tempo di andare a regime sulla base delle nuove ed improvvise richieste di maggior portata. Infatti dopo una ventina di secondi la pressione di mandata dell’idrante cominciò ad aumentare fino a dare un getto potente. Allora si procedette alla apertura del secondo idrante cui corrispose una nuova diminuzione del getto d’acqua di quello precedentemente aperto. Fu necessaria ancora una ventina di secondi per ottenere il nuovo aumento e la stabilizzazione di portata e pressione adatta alla maggiore richiesta di portata dovuta ai due idranti che, lasciati in funzione per una mezz’ora, continuarono ininterrottamente a dare un getto potente con la formazione di un arcobaleno che, in quella bella giornata di sole, mi divertii a fotografare.

Il mio logo
Il mio logo

La spiegazione da mè fornita al caposquadra dei pompieri consistette nel dichiarare che un serbatoio pensile non avrebbe potuto dare un getto così potente ed avrebbe finito in breve tempo per svuotarsi completamente con i risultati che si possono ben immaginare. Invece il pompaggio a pressione variabile asservita alla richiesta di rete aveva dimostrato la sua a efficacia e notevole potenza.

A distanza d’anni commenterei diversamente l’episodio. Infatti la sicurezza al 100% non era assicurata in quanto l’alimentazione era data da un solo impianto di produzione e pompaggio , ed un suo eventuale guasto avrebbe messo in crisi il sistema antincendio.  D’altra parte anche la presenza dei serbatoi pensili avrebbe dato una sicurezza relativa dovuta alla esiguità del volume di ogni pensile.

Come ho ben fatto presente nel mio sito, ogni acquedotto moderno dovrebbe possedere più possibilità di intervento in caso di problemi imprevisti che al giorno d’oggi sono di molteplice natura comprendente tra l’altro gli atti vandalici.

Tali possibilità consistono nella presenza di almeno due impianti di produzione alimentati da fonti di tipo diversificato, nella doppia alimentazione di corrente elettrica proveniente da diversificati impianti idroelettrici o termoelettrici a cura dell’Enel, nella presenza di adeguati gruppi elettrogeni che entrano automaticamente  in servizio in caso di panne Enel ed infine nel raddoppio delle pompe di sollevamento dell’acquedotto in modo da costituire una valida riserva.

E’ fuori dubbio che il soddisfare tutte o alcune di queste misure di garanzia costituirebbe una garanzia di funzionamento ben superiore a quella data dai serbatoi pensili di rete.

Il significato del racconto deve andare oltre la mera cronaca del fatto. Deve far capire come dovrebbero essere strutturati tutti i servizi moderni. Nulla o poco dovrebbe essere casuale, ma tutto preordinato ad uno scopo preciso, come ci consente di fare l’uso appropriato della tecnica moderna.

Ad esempio parlando di viabilità, il verde del semaforo ad un incrocio stradale non deve essere casuale ma dovrebbe accendersi solo quando sono presenti dei veicoli, la sua durata dovrebbe essere proporzionata con la lunghezza della coda di macchine ferme in  modo da dare il tempo necessario perché tutte possano proseguire. Ma non basta. In una sequenza di semafori di una lunga via il susseguirsi del verde dovrebbe essere ordinato in modo da creare una ondata verde in base alla quale sarebbe  sufficiente che i veicoli mantenessero la velocità prescritta per trovare in sequenza tutti i semafori verdi.

Questo modo di fare esteso a tutti i vari servizi pubblici e privati costituirebbe, come in effetti costituisce molto spesso, un modo per migliorare la vita ed al tempo stesso contribuire a superare la crisi economica che ci sta attanagliando. In questo senso è necessario il contributo, pur nel suo piccolo, di ognuno di noi. Il sottoscritto da pensionato che non svolge da anni alcuna attività lavorativa fissa, ritiene di assolvere questo compito con il portare a conoscenza di tutti , senza assolutamente alcuno scopo di lucro,  le interessanti esperienze che, per sua fortuna, ha potuto a suo tempo fare in campo acquedottistico e nel contribuire, se richiesto, alla risoluzione di problemi particolari appunto usufruendo delle citate esperienze.

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