UN FULGIDO ESEMPIO DI UTILIZZAZIONE DEL SOTTOSUOLO PER TRASFERIRVI IMPONENTI OPERE ACQUEDOTTISTICHE

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Una mastodontica fresa normalmente usata per lo scavo ed il rivestimento delle gallerie in roccia. Per raffronto osservare l’operaio entro il cerchietto nero.
Cliccare per ingrandire

Il sottoscritto si impegna da anni a propugnare l’utilizzazione del sottosuolo per ubicarvi opere acquedottistiche e soprattutto i grandi serbatoi di accumulo d’acqua che, se costruite in superficie, presentano problemi nel reperimento dei terreni atti allo scopo ed alla protezione da agenti esterni. Invece nel sottosuolo l’acqua potabile trova un ambiente ideale per conservare a lungo le proprie qualità al riparo da inconvenienti di ogni genere.

Allo scopo si ritiene interessante esaminare quali risultati siano stati recentemente ottenuti dalla esecuzione e gestione di un serbatoio di accumulo e dell’impianto di trattamento dell’acqua del lago di Como onde poterla utilizzare a scopi potabili. In tale città si è infatti pensato che, anziché occupare in superficie aree pregiate del territorio urbano, fosse preferibile scavare la roccia ed ubicare la mastodontica opera interamente nel sottosuolo ottenendo, come risulta da uno stralcio di una relazione redatta dall’Ente gestore che si allega, notevoli ulteriori benefici.

La Potabilizzazione in Caverna delle acque del Lago di Como

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Un’altra immagine della fresa di scavo e rivestimento gallerie in roccia

una centrale che è un groviglio di tubi e infrastrutture metalliche. Sono risultate indispensabili le competenze delle aziende che hanno partecipato all’impresa, comprese le due ditte specializzate norvegesi che hanno scavato dalla roccia le gallerie. Nel cantiere si sono cimentate la Selmer, la Degremont Italia, la Nessi & Majocchi, la Rini, la Sintertec, la SguasseroN. Da primato anche i tempi di esecuzione, che hanno richiesto solo due anni per la realizzazione, cosa non da poco in un Paese spesso abituato a cantieri dai tempi indefinibili. La firma sul prestigioso progetto è di Fernando De Simone, considerato uno dei massimi esperti a livello internazionale in operazioni del genere.

I numeri dell’impianto unico nel suo genere 35 mila i metri cubi rimossi per formare il tunnel (il materiale è stato riconvertito in manutenzioni stradali). Fra i 15 e i 20 metri la larghezza variabile dei tunnel. 15 metri l’altezza massima. 16 milioni di metri cubi la capacità di trattamento annua (600 litri al secondo, rispetto ai 300 litri al secondo della stazione di potabilizzazione preecedente). 2 anni i tempi di esecuzione dell’intervento.

La Sicurezza della Caverna La crisi internazionale determinata dall’attacco delle Due Torri di New York registra un ulteriore aggravamento. Gli impianti di ACSM Spa, come tutti quelli delle società chiamate ad assicurare servizi collettivi o comunque di pubblico interesse, sono stati definiti, per loro stessa natura, obiettivi sensibili, cioè strategici per un’eventuale offensiva terroristica e dunque presidi da proteggere con misure speciali. I controlli, da sempre rigidissimi, sono stati ulteriormente rafforzati, nel quadro di un piano complessivo messo a punto assieme a prefettura e questura. L’azienda, per accentuare garanzie già assicurate sin dall’insediamento della nuova centrale di potabilizzazione (peraltro resa meno vulnerabile dal fatto stesso di essere interamente collocata in una caverna), ha diluito le visite e ridotto il percorso all’interno dell’impianto. Durante riunioni con i massimi livelli istituzionali cittadini, è stata anche ventilata l’ipotesi di sospendere il programma di Tognocchi, rinviandolo di qualche mese: non certo perché sussistano rischi per i bambini bensì per ridurre a zero il rischio di intrusioni.

L’impianto di potabilizzazione L’impianto è stato alloggiato in una caverna scavata nella roccia dal volume complessivo di 35.000 m³. Le dimensioni della caverna principale sono: 150x18h 8÷16mt. Dall’impianto di potabilizzazione si alimentano con ripompaggio le reti principali nell’Acquedotto di Como facenti capo ai rispettivi serbatoi terminali: · COMO CENTRO, Serbatoio Baradello, quota 265 · COMO EST, Serbatoio Refrec, quota 310 · COMO SUD, Serbatoio Doss, quota 325 …omissis…

Risultano evidenti i vantaggi che potrebbero derivare al servizio idrico dal tanto auspicato trasferimento nel sottosuolo di molti servizi legati all’accumulo e alla distribuzione dell’acqua potabile.

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