L’ESERCIZIO DELLA RETE DI DISTRIBUZIONE DEGLI ACQUEDOTTI CONDOTTO IN BASE ALLA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA DELLA PRESSIONE

Planimetria rete acquedotto di Venezia con curve di ugual pressione dell'ora di punta
Planimetria rete acquedotto di Venezia con curve di ugual pressione dell’ora di punta

Nelle due figure allegate sono riportate le curve di ugual pressione della rete magliata dell’acquedotto di Venezia relative ad una giornata degli anni passati e ricavate con modello matematico. Non si tratta di una situazione effettivamente rilevata però abbastanza corrispondente al vero in quanto fa parte di un lavoro di verifica teorica del funzionamento di quell’acquedotto successivamente riscontrata verosimile.

Viene qui riportata perché dà modo di percepire quale grande aiuto nell’esercizio di un acquedotto si può avere da una modalità di lavoro del genere.

Sono descritte due situazioni contrapposte e cioè l’ora di massimo consumo e quella minima notturna. Dall’esame dei grafici appare chiaramente che la planimetria a curve di ugual pressione permette di intuire con immediatezza quali sono le condizioni di funzionamento della rete, nel caso specifico la differenza tra giorno e notte.

Planimetria rete acquedotto di Venezia nell'ora di consumo minimo notturno
Planimetria rete acquedotto di Venezia nell’ora di consumo minimo notturno

Si immagini ora di avere non già i risultati di un calcolo come sono quelli citati ma una nutrita ed ordinata serie di misure effettive ed in tempo reale della pressione di rete. Sarebbe allora possibile creare automaticamente tramite apposito programma applicativo per PC una planimetria a curve di ugual pressione a equidistanza molto piccola ( ad esempio una ogni metro di pressione rispetto al suolo ) che fornisce in tempo reale una dettagliata rappresentazione della situazione di rete e, dal paragone tra grafici successivi, l’evoluzione della situazione medesima. Ad esempio se la determinazione avesse una cadenza di una ogni quarto d’ora con possibilità di archiviare tutte quelle di un periodo abbastanza lungo (ad esempio tutta un’annata) si potrebbe avere una banca dati preziosa per certificare la storia dell’esercizio ma soprattutto si sarebbe in possesso delle situazione del momento che consentirebbero ai tecnici di seguire stando in ufficio o, a mezzo di portatili, da qualunque altra posizione, l’andamento in tempo reale del servizio ed anche prevenire guasti gravi che di solito sono preceduti da fenomeni di vario genere ma tutti comportanti variazione di pressione ubicata in prossimità del guasto che sta per prodursi ed, ovviamente, sarebbe in grado di ubicare con immediatezza l’ubicazione dei guasti di condotta in quanto la planimetria segnalerebbe un cono di depressione in corrispondenza della rottura.

La proposta che vene qui formulata è la seguente.

Dopo aver sovrapposto alla planimetria della rete di distribuzione di un grande acquedotto una altrettanto grande maglia a quadrati di 200 m di lato e quindi definito l’ubicazione dei manometri di rilievo e trasmissione della pressione in numero di almeno uno all’interno di ogni quadrato piazzandolo nei punti caratteristici della rete di condotte, ad esempio in corrispondenza degli incroci, di allacciamenti di utenti particolari, nei punti di immissione delle fonti ecc. ecc., si verrebbe ad avere circa 5 strumenti di misura ogni km di estensione e per qualsivoglia direzione. Chiaramente si tratterebbe di installare un numero molto grande di apparecchiature che comporterebbero una rilevante spesa ripagata però dagli straordinari risultati che se ne potrebbero ricavare. Infatti, seguendo le indicazioni sinteticamente riportate sopra, il computer del telecontrollo sarebbe in grado di compilare in tempo reale la dettagliata planimetria a curve di ugual pressione sul suolo che costituirebbe una validissima e dinamica rappresentazione grafica di tutto quello che succede in rete documentando sia il funzionamento normale diurno, notturno, in corrispondenza di lavori che comportano intercettazione di condotte. In altri termini si potrebbe, stando in ufficio o in qualunque altra parte, seguire veramente il servizio idrico.

Da rilevare come le diverse modalità, molto spesso usate per verificare il funzionamento della rete, consistono nella costruzione, ovviamente tramite computer, del modello matematico della rete sulla base dei dati costitutive e di funzionamento noti e da introdurre nel programma. Si tratta di un problema tutt’altro che facile tanto è vero che per arrivare alla conclusione bisogna adottare delle semplificazioni, delle determinazioni approssimate di molti dati di partenza come ad esempio il coefficiente di scabrezza delle tubazioni, la portata da attribuire a nodo ecc. ecc. per arrivare alla fine a conoscere il funzionamento teorico della rete da paragonare con quello reale. E’ evidente come quest’ultimo modo di procedere rappresenti l’optimum per la verifica del funzionamento di una rete. Restano però da mettere in conto le grandi approssimazioni che si devono tollerare e l’incertezza finale dei risultati.

Il metodo qui proposto è totalmente diverso. Non si tratta infatti di confrontare il funzionamento della rete con quello teorico, si tratta invece di seguire passo passo lo svolgimento effettivo dell’esercizio, valutando, nella assoluta realtà, i risultati che si ottengono dalle decisioni di gestione e, attraverso gli anni, riuscire veramente a migliorarne i contenuti. In altri termini si viene ad intervenire con decisioni di gestione e con esecuzione di opere le quali, sia pur dimensionate in modo approssimativo e previe verifiche teoriche sommarie, purtuttavia sarebbero guidate da importantissimi elementi reali ed inoltre godrebbero della possibilità di immediata verifica dei risultati nel successivo esercizio.

In altri termini con la nuova proposta si verrebbe a modificare radicalmente le modalità di gestione e di controllo del funzionamento che sarebbe funzione diretta dei risultati di esercizio tenuti sotto controllo in tempo reale. Il tutto, a giudizio di chi scrive, rappresenta veramente l’optimum di esercizio del servizio.

Sussiste un ulteriore importante possibilità. Qualora si volesse adottare anche il controllo teorico della rete tramite modello matematico, i nuovi dati relativi alla misura di pressione fornirebbero elementi essenziali per la messa a punto del modello per cui verrebbero ad essere superati i difetti prima elencati.

Chi scrive, non può che sperare che l’idea lanciata venga raccolta e, sviluppata, corretta e migliorata possa essere in futuro messa in atto.

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