LA VERIDICITÀ DEI PROPRI ASSUNTI

Copertina della rivista L'ACQUA  n. 3 del 1998
Copertina della rivista L’ACQUA n. 3 del 1998

Accade spesso di venire a conoscenza di affermazioni che suscitano dei dubbi i quali, a rigor di logica, andrebbero sciolti riportando delle chiare prove di veridicità.
È soprattutto quando si enunciano per iscritto dei principi importanti che non si dovrebbe limitarsi alla loro spiegazione teorica ma occorrerebbe documentare con delle verifiche sperimentali l’assunto.
Gli esempi sarebbero molti, mi limiterò soltanto alla funzionalità dei serbatoi collegati direttamente con la rete di distribuzione degli acquedotti e per farlo inizierò con un fatto reale proprio perché ritengo che la realtà sia ciò che in questo e molti altri casi deve prevalere.
Negli anni 80 la società presso la quale svolgevo la mia opera, ebbe incarico dalla direzione dell’acquedotto di Padova di risolvere il seguente loro problema. La rete di distribuzione cittadina soffriva di mancata compensazione giornaliera delle portate da parte degli esistenti cinque serbatoi pensili di grande capacità. Ricordo benissimo il grafico giornaliero delle portate immesse in rete dal quale risultava che le centrali di alimentazione non riuscivano a pompare in rete una portata costante giorno e notte proprio per l’inefficacia dei serbatoi. La linea che rappresentava le portate effettivamente immesse in rete dagli impianti di produzione e pompaggio era una specie di sinusoide con valori molto più elevati di giorno rispetto la notte. Ricordo come in quel grafico fosse sovrapposta in vivo colore rosso una linea orizzontale che aveva lo scopo di evidenziare visivamente la portata media cosi definita a chiare lettere : “portata costante ideale che si potrà ottenere quando i serbatoi pensili saranno maggiorati fino al volume totale necessario”. Il tracciato perfettamente orizzontale e rettilineo della riga rossa è la efficace rappresentazione di  una mentalità corrente sicuramente  errata  che perdura anche oggigiorno e che potrei così formulare: In una rete acquedottistica ben interconnessa e ben alimentata a pressione fissa basta che siano  presenti  uno o più serbatoi pensili di grande volume perché abbia luogo una perfetta compensazione giornaliera delle portate da parte dei serbatoi pensili stessi. Infatti, a giudizio dei responsabili di Padova, il difetto era insito soltanto nell’insufficiente volume utile totale dei pensili  ed il nostro incarico avrebbe appunto dovuto determinare quanti nuovi serbatoi pensili prevedere e naturalmente tutte le loro caratteristiche, particolarmente volumi e ubicazione. Poiché la mia società poteva fin da allora disporre del calcolo di verifica di reti di distribuzione anche complesse come quella di Padova, si ebbe modo di constatare come, dal punto di vista teorico, il difetto non era assolutamente da attribuirsi alle motivazioni citate in quanto dai numerosi calcoli eseguiti risultava non sussistere alcuna possibilità di risolvere il problema tramite serbatoi pensili. Questa affermazione, nata nei calcoli di verifica della rete di Padova e negli anni successivi confermata in molte occasioni sia teoriche che di esercizio effettivo delle reti, assicura che, quando in una stessa rete interconnessa ci sono più serbatoi pensili collegati senza interposizione di alcuna apparecchiatura di comando, risulta matematicamente impossibile che essi possano effettuare una razionale compensazione delle portate : assolutamente impossibile qualunque siano ubicazione e volume dei serbatoi pensili.

L’autore di questa nota ha per anni affermato che i serbatoi in quota hanno escursioni di livello casuali in quanto dipendenti da diversificati fattori idraulici sui quali non è possibile intervenire in nessun modo.

La pagina della rivista L'ACQUA in cui inizia l'articolo "LA RAZIONALIZZAZIONE DELLE RETI DI DISTRIBUZIONE D'ACQUA POTABILE A SOLLEVAMENTO MECCANICO"
La pagina della rivista L’ACQUA in cui inizia l’articolo “LA RAZIONALIZZAZIONE DELLE RETI DI DISTRIBUZIONE D’ACQUA POTABILE A SOLLEVAMENTO MECCANICO”

Per rendere meglio noto il fenomeno nel n. 3 dell’anno 1998 della rivista “L’ACQÛA” organo ufficiale della Associazione Idrotecnica Italiana ho pubblicato un mio articolo dal titolo “ La razionalizzazione delle reti ridistribuzione a sollevamento meccanico “ nel quale si dimostra con ripetuti calcoli di verifica di una rete di tipo classico il cattivo funzionamento dei serbatoi pensili e la soluzione da scegliere in alternativa e che arriva alle stesse conclusioni di cui alle righe finali della presente nota.
Come affermato nella parte introduttiva, quando si sostengono delle tesi sarebbe bene riportare degli esempi reali che servano a comprovare di fatto quanto sostenuto. Torno all’esempio di Padova e faccio presente che, nella realtà, il problema della mancata compensazione delle portate immesse in rete a Padova ha trovato soluzione non già aumentando il volume dei serbatoi pensili di tale città bensì costruendo un grande serbatoio di accumulo a terra in località Stanga, cioè dalla parte opposta rispetto agli impianti di produzione e pompaggio, che viene riempito la notte prelevando l’acqua direttamente dalla rete per poi ripomparla nuovamente nella rete stessa il giorno dopo onde vincere le punte di consumo. È evidente la differenza tra due metodi di compensazione: quello eseguito dai serbatoi pensili è totalmente casuale in quanto dipende da fattori naturali che non seguono affatto regole che hanno attinenza con l’azione di compensazione mentre invece il serbatoio seminterrato si riempie e si svuota su precisi comandi programmati intelligentemente dal sistema. In pratica siamo agli antipodi: il caso a confronto con il raziocinio.
Quello che mi fa specie è che nei sacri testi di acquedottistica si spieghi bene come dimensionare le capacità di compenso dei serbatoi di accumulo ma in tutti i casi le determinazioni si riferiscano sempre e soltanto all’ora di punta del giorno di massimo consumo e mai ci si preoccupi di quello che accade negli altri periodi. Se invece venissero considerati tutti i vari momenti di gestione e quindi anche quelli a portate basse o medio basse si arriverebbe a conclusioni molto più importanti di quanto si possa pensare : si arriverebbe a capire finalmente che gli acquedotti italiani necessitano di una vera e propria rivoluzione riassumibile come segue.
Eliminazione dei serbatoi pensili, accumuli effettuati esclusivamente in capaci serbatoi a terra dai quali pescare con pompe a velocità variabile per immettere direttamente in rete l’acqua a pressione regolata in funzione dl fabbisogno dell’utenza.
Tutto questo è quanto si sostiene in lungo ed in largo nel presente sito “tuttoacquedotti”. Invece di tutto ciò non si trova accenno nella maggior parte dei migliori testi di acquedottistica.

 

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