ACQUE POTABILI ED ACQUE REFLUE

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Esempio di fognatura di tipo misto con condotte che convogliano assieme sia le acque bianche che le nere

Sulla necessità di utilizzare le acque reflue convenientemente depurate allo scopo di alimentare gli acquedotti si è già pubblicato moltissimo. Ritengo però che si tratti di un argomento così importante ed al tempo stesso così controverso da meritare un ulteriore impegno.
Senza alcun dubbio la risorsa idrica rappresentata dalle acque reflue depurate che la fognatura scarica a mare senza alcuna utilizzazione ha una valenza notevolissima trattandosi di quantitativi di enorme entità che colpiscono la fantasia di tutti. Si vedrà però che sussistono difficoltà notevoli in contemporanea con gli imponenti benefici che se ne potrebbero ricavare primo tra tutti il ricircolo che consente di usare più e più volte la stessa acqua e quindi di realizzare consistenti risparmi del prezioso liquido.
Il primo problema che si deve risolvere per un uso proprio delle acque di fognatura riguarda l’eccessivo spezzettamento delle fognature italiane che obbligherebbe alla costruzione e gestione di molti impianti di potabilizzazione posti all’uscita di quelli molto numerosi della fognatura. Sarebbe quindi necessaria l’unificazione delle reti e la costituzione di un sistema fognario omogeneo a servizio di un territorio vasto e per il quale fosse sufficiente un solo grande  impianto di depurazione e di conseguenza un solo impianto di ulteriore trattamento che consenta di ottenere rilevanti portate di acqua potabile . Si tratta di una difficoltà notevole ma non è la prima tra quelle che si frappongono tra fautori e oppositori della alimentazione idropotabile da fogna.. A mio avviso una notevole difficoltà deriva anche dalla eccessiva diffusione del sistema misto tra le fognature in normale esercizio. La realizzazione di una rete fognaria unica come quella prima auspicata ed in grado di servire territori molto ampi, potrebbe trovar soluzione solo tra fognature di tipo separativo perché caratterizzate da una notevole omogeneità sia di portata che di qualità dell’acqua reflua di origine. Al contrario collegare tra di loro reti fognarie di tipo misto destinate a ricevere e convogliare in una stessa conduttura sia acque bianche che nere, risulta estremamente difficoltoso prima di tutto per il valore assoluto e molto rilevante della portata dei periodi di pioggia intensa ed in secondo luogo per la notevole variazione delle caratteristiche chimico fisiche da un giorno all’altro che rendono più arduo il trattamento di potabilizzazione. Quanto sopra trova conferma nella mancata utilizzazione di acque di fogna che si riscontra nella realtà a servizio degli acquedotti di distribuzione di acque potabili.

Esempio di fognatura pseudo separativa, I vari quartieri, in attesa della separazione trfa nere e bianche, sono ancora dotati di fognatura mista
Esempio di fognatura pseudo separativa, I vari quartieri, in attesa della separazione trfa nere e bianche, sono ancora dotati di fognatura mista
Scaricatore di fondo per immettere nella nuova rete nera le acque reflue con diluizione massima pari a 5 x
Scaricatore di fondo per immettere nella nuova rete nera le acque reflue con diluizione massima pari a 5 x

E’ il caso di ricordare come ci siano sempre stati pareri discordanti sulla preferenza di uno o dell’altro dei due tipi di fognatura essendo il sistema misto preferito per le sue doti di minor costo delle reti singole rispetto alla doppia conduttura necessaria nell’altro sistema ma soprattutto adottato a causa della naturale evoluzione che nella realtà ha subito la costruzione del sistema fognante, attuato dapprima con la mera utilizzazione dei fossi di campagna per arrivare successivamente al loro tombinamento e poi alla formazione delle reti. Sono rarissimi i casi di centri abitati sorti ex novo in tempi recenti nei quali si è partiti fin dall’inizio con una fognatura di tipo separativo per i notevoli vantaggi, soprattutto funzionali ed ecologici, che tale sistema presenta.
E’ il caso qui di fare un accenno al sistema fognario pseudo separativo che consiste nella costruzione di una nuova rete profonda per acque nere che, estendendosi a poco a poco negli abitati già muniti di fognatura di tipo misto e sotto di essa, consente una progressiva trasformazione che tollera, per tutto il tempo necessario affinché l’intera trasformazione sia compiuta, che una o più zone continuino ad essere servite dalle preesistenti reti di fognatura mista. Allo scopo sarebbe sufficiente che, in corrispondenza dell’avvenuto ampliamento della nuova rete nera, le acque reflue diluite da acque bianche fino ad una portata massima pari a cinque volte quella nera, venissero scaricate nella sottostante nuova rete nera per essere addotte al nuovo impianto di depurazione di sole acque nere. Allo scopo la nuova rete sarebbe dimensionata per almeno 5 volte la portata massima nera e nei punti di collegamento con la preesistente rete mista costruito uno scaricatore (vedi figura a lato) atto a separare le nere dalle acque bianche che continuerebbero a rimanere nella rete mista preesistente la quale, a sua volta, si trasformerebbe a poco a poco in una rete destinata alle sole acque bianche. Maggiori chiarimenti sulla fognatura pseudo-separativa possono essere letti cliccando qui
La conclusione cui si perviene con quanto indicato è la notevole difficoltà di utilizzazione delle acque di fogna allo scopo di alimentare l’acquedotto nel mentre sono evidenti i grandi benefici si otterrebbero da una profonda trasformazione del sistema fognario attuando i due provvedimenti citati e cioè in primo luogo l’adozione generalizzata della rete separativa eliminando totalmente il sistema misto e come secondo l’unificazione di molte reti fognarie a servizio di abitati idraulicamente organizzati in modo omogeneo creando una corretta interconnessione idraulica e la depurazione concentrata in un solo o in pochi impianti di depurazione ognuno posto a servizio di aree molto vaste.

Profilo schematico di sbarramento mobile di foce
Profilo schematico di sbarramento mobile di foce

Esaurita le considerazioni che miravano a promuovere il riciclo delle acque tramite riuso delle acque reflue di fogna tuttavia inattivate ed inattuabili come già detto, si vuole ora considerarle solo una premessa, passando invece ad una soluzione dei problemi ancora meno attuabile ma ancora più razionale e che viene illustrata poiché lo scopo della presente nota è appunto il promuovere soluzioni innovative
La proposta che qui si formula consiste nella costruzione delle barriere mobili di foce la cui spiegazione dettagliata è visibile cliccando qui
Si tratterebbe di uno sbarramento, totalmente apribile in caso di bisogno, e posto alla foce dei fiumi principali essendo destinato a svolgere il doppio ruolo di impedire la risalita del cuneo salino lungo l’asta ed inoltre di costituire un grande bacino di foce atto ad immagazzinare e conservare grandi volumi idrici presenti nei periodi di grandi piogge per poterli utilizzare nei successivi e particolarmente siccitosi periodi. In pratica la parte finale dei fiumi verrebbe trasformata in un lungo lago sempre presente ma con esclusione dei tempi di piena eccezionale dei fiumi durante i quali il bacino dovrebbe essere svuotato e lo sbarramento completamente aperto onde non ostacolare il deflusso a mare delle acque di piena.
I vantaggi ottenibili dallo sbarramento mobile di foce sono essenzialmente :
Impedire la risalita del cuneo salino lungo l’asta del fiume preservandola dai gravi danni che esso produce in importantissimi servizi come sono l’irrigazione agricola e l’alimentazione idropotabile.
Costituire un importante volume di invaso atto a coprire le crisi dovute alla siccità
Realizzare il riciclo delle acque reflue di fogna
– Superare la necessita che, ai soli fini acquedottistici, si debbano realizzare le impegnative e costose modifiche dei sistemi fognanti prima descritte che invece diventano ininfluenti e quindi non realizzate
Riguardo il terzo vantaggio della lista e cioè l’effettiva attuazione del riciclo dell’acqua, è da rilevare che, visto e considerato che tutti i sistemi fognari posti a monte del fiume scaricano in ogni caso le proprie acque depurate nel fiume, a fine alveo esse sono comunque prelevate e rimesse nel circolo acquedottistico, non essendo necessario apportare alcuna modifica alle reti fognanti: basta soltanto che esse scarichino nel fiume, come prescritto dalle vigenti leggi, acque con caratteristiche adeguate per il loro accoglimento nel fiume stesso.
Si capisce come le proposte avanzate nella nota siano solo futuribili e di difficile attuazione. Vengono però descritte per assolvere allo scopo principale del sito che è proprio quello di ventilare soluzioni innovative alcuna delle quali possa un giorno vicino o lontano contribuire a risolvere i molti problemi che l’alimentazione idropotabile italiana presenta.

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