ANCHE GLI ACQUEDOTTI DOVRANNO RICORRERE AD UNA MIRIADE DI PICCOLE FONTI PRIVATE (DIS)ORGANIZZATE A CASO?

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SPrima regola : sostituire tutti i serbatoi in quota con serbatoi a terra e pompaggio diretto in rete

E’ risaputo che il problema del fabbisogno di energia elettrica si prevede venga risolto tramite le cosiddette fonti rinnovabili che stanno crescendo in maniera esponenziale. Nell’anno 2013 sono sorte in Italia ben 28000 aziende, per lo più piccole e piccolissime, che producono corrente elettrica a proprio uso e consumo provvedendo ad immettere nelle rete Enel quella prodotta in più. Previsioni molto accreditate annunciano che il loro numero crescerà vertiginosamente fino a sostituire gli acquisti di energia elettrica per lo più prodotta con il nucleare che l’Italia è ancora costretta a esperire a caro prezzo all’estero. La motivazione di questa inarrestabile crescita è molteplice e va dall’aspetto ambientale che gode di una totale mancanza di controindicazioni (energia rinnovabile!) e naturalmente la gratuiticità, per terminare con un accenno agli incentivi che lo stato riconosce ai soggetti di cui si parla. L’attività legata alla produzione di energia elettrica si sposa molto bene con quella del reperimento di acqua potabile. Anche in questo settore si prevede imminente da un lato una carestia che metterà a dura prova il soddisfacimento delle richieste e dall’altro una grande possibilità di forniture alternative le quali, del tutto analogamente a quanto citato per l’energia, presentano favorevoli caratteristiche di rinnovabilità e di convenienza economica. Esempi chiari sono rappresentati dall‘utilizzazione dell’acqua piovana dei tetti e delle proprie acque reflue che i privati proprietari potrebbero usare per scopi secondari. In conclusione si profilano all’orizzonte molti metodi di produzione e di acqua per uso privato.

Esempio di utilizzazione reale del serbatoio a terra
Esempio di utilizzazione razionale del serbatoio a terra

Chi scrive queste note rappresenta una vera eccezione e provocherà accese critiche in quanto personalmente scettico anzi nettamente contrario a tutte queste modalità di produzione di beni essenziali come l’energia elettrica e l’acqua potabile che vengono lasciate in totale balia di una miriade incontrollata ed incontrollabile di piccoli produttori. Una regola che io ritengo fondamentale conferma in maniera inequivocabile che tutte le attività importanti condotte senza accurata programmazione ma invece lasciate totalmente al caso, come accade per quelle in argomento, alla fine si dimostrano per quello sono in realtà: una vera catastrofe. Quando penso che soltanto durante l’anno 2013 sono sorte in Italia 28000 ( ventottomila! ) aziende grandi, piccole o piccolissime che producono energia elettrica ed immettono nella rete pubblica quella di supero del proprio fabbisogno, mi viene da rabbrividire perché, chiaramente, si tratta di un’attività incontrollata e casuale per due determinanti motivi: primo perché non esiste alcuna programmazione di base che regoli in qualche modo questo settore e secondariamente perché sussistono due condizioni totalmente casuali come sono il vento ed il sole. Ma c’è un pericolo, a mio avviso, ancora più grande ed è dato dal fatto che tutto questo entusiasmo per le rinnovabili dirotti l’attenzione pubblica, i finanziamenti ed in genere la ricerca, allontanandoli dal vero settore importante che è quello di scoprire nuove potenti centrali che producano energia elettrica a basso costo e senza danno per l’ambiente! Tornando al tema che più interessa e cioè all’acquedotto io ritengo che piuttosto che perdersi in una miriade di sistemi di produzione di piccole quantità d’acqua sia invece necessario e molto più utile ed economico dedicarsi a risolvere i gravi problemi che affliggono gli acquedotti, primo fra tutti la riduzione drastica delle perdite occulte. Io credo che riuscire a dimezzare le perdite cioè portarle dal 50% attuale al 25% rappresenti un beneficio mille volte più grande che far costruire a migliaia e migliaia di proprietari delle opere costose per ricuperare quantitativi tutto sommato millesimali di acqua.

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