LE IDEE, SENZA LA LORO ESECUZIONE, SONO ALLUCINAZIONI

La presente nota trae origine da un motto di Thomas Edison : “Le idee, senza la loro esecuzione, sono allucinazioni”. Il significato è chiaro e nel mio caso indicativo di una grande verità in base alla quale è necessario non limitarsi a descrivere le idee che si hanno in testa ma anche la loro trasposizione della realtà per evitare, appunto, che debbano essere considerate solo allucinazioni.

Allo scopo racconto un mio intervento all’acquedotto di una cittadina friulana di soli 25000 abitanti e cioè Sacile in provincia di Pordenone

Centrale dell'acquedotto di Sacile. In basso si noti il serbatoio di accumulo circolare.
Centrale dell’acquedotto di Sacile. In basso si noti il grande serbatoio di accumulo circolare con soprastante nuova sala macchine entro locale prefabbricato ed infine l’originario serbatoio pensile alto soltanto 22 m.

L’acquedotto di quel centro abitato era in origine alimentato da tre campi acquiferi denominati Saccon, Picol e Talmasson ognuno dei quali posto in posizione leggermente sopraelevata rispetto alla città ed era munito dalla Centrale di S.Liberale ubicata in testa alla rete di distribuzione, di un serbatoio a terra di raccolta e compensazione delle portate in arrivo dai pozzi, di un impianto di sollevamento ed infine di un serbatoio pensile posti sopra il serbatoio a terra;
Il notevole incremento edilizio che ha interessato Sacile a partire dagli anni 60 ha comportato la totale revisione degli impianti acquedottistici divenuti assolutamente insufficienti all’alimentazione della accresciuta popolazione ed ha riguardato innanzitutto la portate mungibile dai tre campi acquiferi i quali erano stati in grado, per un lungo periodo, di alimentare direttamente a gravità, e cioè sfruttando il dislivello topografico esistente tra zona pozzi e serbatoio a terra di S. Liberale, la cittadina allora molto meno popolata di oggi. Il potenziamento già realizzato antecedentemente all’intervento in oggetto della presente nota, era costituito dalla installazione di pompe sommerse in quasi tutti i pozzi, pompe che davano buoni risultati in quanto la ottima falda artesiana si dimostrava atta a fornire tutta la portata necessaria. Come succede sempre in questi casi la difficoltà risiedeva solo nella regolazione delle pompe cioè nella definizione automatica della durata di funzionamento di ciascuna di esse. E’ infatti ben noto come, dovendo produrre una portata variabilissima da un giorno all’altro e da una stagione all’altra, non sia facile ottenere un esercizio

L'impianto di pompaggio in rete con le pompe originali ad asse orizzontale e quelle recenti a girante immersa nel sottostante serbatoio
L’impianto di pompaggio in rete con le pompe originali ad asse orizzontale e quelle recenti a girante immersa nel sottostante serbatoio

ottimale e cioè in grado di produrre i volumi d’acqua via via necessari senza causare dispendio energetico e con un adeguato sfruttamento delle fonti. Infatti la modalità che viene normalmente adottata quando, come a Sacile, le condotte adduttrici si immettono in un serbatoio di arrivo, è quella di dotare quest’ultimo di galleggianti con contatti elettrici che fermano tutte le pompe a serbatoio pieno e le mettono in moto, una di seguito all’altra, al verificarsi del suo svuotamento progressivo. Si raggiungono, in questo modo, risultati completamente diversi a seconda dell’entità dei

consumi giornalieri d’acqua. In dettaglio, durante il giorno di massimo consumo il comportamento degli impianti è buono: le pompe dei pozzi, con un funzionamento pressoché ininterrotto, forniscono la portata media giornaliera sufficiente per coprire un fabbisogno così elevato nel mentre è il serbatoio che, sfruttando l’intero invaso accumulato di notte, è in grado di fronteggiare la punta di consumo del giorno dopo.

Un vero problema nasce invece nelle giornate di consumo minore e soprattutto in quelle di minimo fabbisogno, essendo motivato dal fatto che le pompe dei pozzi, non appena il serbatoio di arrivo tende a svuotarsi, provvedono a ripristinare immediatamente e grazie alla loro esuberante producibilità il livello di massimo invaso. Ne consegue che durante la notte, essendo il serbatoio già pieno e pur essendo ferme le pompe

Valvole per il funzionamento della rete a pressione variabile
Valvole per il funzionamento della rete a pressione variabile

sommerse, ha luogo lo sfioro di tutta l’acqua che i tre campi pozzi sono comunque in grado di addurre a gravità. L’anomalia appare intollerabile quando si pensi alle giornate nelle quali il volume totale prodotto ed addotto a gravità nelle 24 ore sarebbe superiore a quello richiesto dall’utenza e, ciononostante, di giorno debbono ugualmente funzionare le pompe dei pozzi essendo imposto dalla  diminuzione di quota del livello del serbatoio che si verifica nelle ore di consumo di punta nel mentre di notte, non appena il livello massimo del serbatoio è ripristinato, viene scaricata dagli sfioratori la quasi totalità della portata in arrivo al serbatoio stesso.

E’ a questo punto che è intervenuto il sistema di cui alla presente nota, avente caratteristiche del tutto nuove e tali da risolvere brillantemente il problema: In pratica si è dotato l’impianto di sollevamento di un automatismo che consente di impostare, non già il livello massimo del serbatoio come accadeva anteriormente tramite i galleggianti citati, ma impostare invece una curva giornaliera dei livelli che deve assumere l’invaso durante le 24 ore della giornata tipo. La curva, definita sulla base della esperienza reale di esercizio ma comunque modificabile in ogni momento può essere del  tipo sommariamente indicato nel grafico allegato.

Grafico dei livelli da preimpostare per un serbatoio di compensazione giornaliera
Grafico dei livelli da preimpostare per un serbatoio di compensazione giornaliera

L’automatismo, verificato ad intervalli brevi e regolari il livello effettivo dell’acqua in serbatoio ed effettuato il paragone con il livello teorico prefissato per lo stesso istante nella curva, ordina, nel caso di livello reale più basso di quello teorico, la messa in moto di una nuova pompa e l’arresto in caso contrario. In altri termini è assicurato il riempimento e svuotamento del serbatoio secondo la curva preimpostata ed indipendentemente dalla reale entità dei consumi dell’utenza. Ovviamente nel caso i livelli durante l’intera giornata si mantengano costantemente al di sopra di quelli teorici, il ché può avvenire, ad esempio, quando la portata a gravità è superiore al fabbisogno, le pompe non entrano mai in funzione. Quanto sopra comporta una utilizzazione di tutto il volume utile del serbatoio in tutte le giornate dell’anno e quindi anche in quelle di bassa richiesta idrica dell’utenza, con un risultato ottimale per il giorno di massimo consumo nel quale ha luogo una buona compensazione delle portate ma con un risultato ancora migliore in tutte le giornate di consumi bassi o medio-bassi nei quali l’esuberanza di volume di acqua del serbatoio utilizzato rispetto a quello sufficiente per la compensazione, provoca una diminuzione della portata che i pozzi prelevano dalla falda nelle ore diurne ed un aumento durante la notte, o, più esattamente, dalle ore 0 alle ore 7, nelle quali ha luogo l’invaso. Maggiori dettagli, su questo tipo di regolazione, possono essere letti in internet nell’articolo “La regolazione dei serbatoi di compenso degli acquedotti” dove sono riportati anche dei grafici di funzionamento che aiutano nella comprensione delle modalità di utilizzazione del sistema.

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Impianto di sollevamento della centrale di S. Liberale dell’ Acquedotto di Sacile con pompe ad asse verticale ed orizzontale

Si garantisce comunque che il risultato del nuovo sistema si è sempre dimostrato ottimo ottenendo un duplice scopo: Innanzitutto è stata esclusa del tutto la messa in moto delle pompe sommerse dei pozzi in tutte le giornate nelle quali il volume d’acqua richiesto dall’utenza risultava inferiore a quello producibile a gravità dai tre campi pozzi: Essendo dimostrato statisticamente che le giornate di bassi consumi dell’utenza durante un’intera annata sono in numero molto maggiore di quelli a portata medio-alta questo fatto costituisce di per sé un vantaggio economico e di minor sfruttamento delle falde avente grande importanza.
Il secondo merito della nuova modalità di funzionamento dei pozzi consiste nel costringerli ad emungere, durante tutte le molte notti di bassi consumi dell’utenza, una portata maggiore di quella giornaliera e ciò significa sfruttare una falda più favorevole di quella diurna in quanto la maggior parte dei prelievi effettuati nella stessa falda da terzi utilizzatori si verifica solo di giorno con la logica conseguenza di provocare in tale periodo orario un notevole abbassamento della falda rispetto al livello notturno. Un altro particolare da notare è la possibilità di ottenere durante la notte dall’Enel un prezzo dell’energia elettrica particolarmente favorevole.
In definitiva mi sento di affermare a gran voice che la mia idea di regolare i serbatoi di compenso giornaliero “a livelli imposti ora per ora” ben lungi dalle “allucinazione” di cui al titolo della nota,  rappresenta invece una brillante soluzione di un problema che  assilla la gran parte delle strutture similari a quella qui descritta, soluzione che pertanto dovrebbe essere spesso adottata.

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