COSE DELL’ALTRO MONDO

Ecco i contatori trogloditici ancora in servizio corrente
Ecco i contatori trogloditici ancora in servizio corrente

Nell’articolo “La lettura automatica dei contatori” da me pubblicato nel sito tuttoacquedotti.it, sostenevo che uno dei motivi per cui i dati di perdita degli acquedotti sui quali si strombazzano opinioni le più svariate, son affetti da errori grossolani dovuti alla errata misura dei consumi dell’utenza. Una pubblicità che appare correntemente su internet, oltre a confermare la veridicità di tale asserzione, mi ha fatto letteralmente inorridire in quanto nell’insegnare come comportarsi nella esecuzione della autolettura del contatore d’acqua, numerosi enti di gestione riportano le caratteristiche con tanto di foto, dei tipi di contatori presenti a casa nostra. L’anomalia colossale consiste nel fatto che tra di essi figurano anche i contatori a lancette, contatori che, oltre ad essere difficili da interpretare, hanno un’altra caratteristica essenziale e cioè quella di non venir più prodotti da almeno trent’anni. La cosa ha del drammatico in quanto dimostra che sicuramente certuni degli apparecchi del genere ancora in servizio hanno più di trenta anni di vita ed io domando: ma che affidabilità può dare  tale apparecchio? Forse è privo di incrostazioni? Forse i perni che girano da un lasso di tempo enorme non sono minimamente consumati?

La pubblicità sulla autolettura dei contatori.  Conferma la presenza di contatori trogloditici ed inaffidabili
La pubblicità attuale sulla autolettura dei contatori. E’ la prova che sussistono in opera ancora contatori trogloditici ed inaffidabili aventi lettura a lancette (non sono più prodotti da almeno un trentennio)

Prescindendo dalle difficoltà e dai costi della lettura, anch’essi non ammissibili, ci si rende conto delle conseguenze? Si fa pagare un quantitativo d’acqua che ha molto poco a vedere con quello effettivamente consumato e si diffondono dati di consumo completamente errati provocando la falsificazione dei dati statistici generali di cui si bea la stampa e soprattutto dei calcoli di verifica del funzionamento delle reti e quindi dei lavori di manutenzione ed ampliamento delle reti!
Ma come, in questi tempi di veri miracoli della tecnica abbinata all’elettronica in questo campo ci siamo fermati all’epoca della pietra?
Il lato peggiore della vicenda in argomento è la conferma dell’arretratezza di tutta la tecnica acquedottistica che non sa approfittare degli enormi progressi anche recentissimi che consentirebbero di ottenere sicuramente tre importanti risultati e cioè enormi risparmi nella costruzione degli impianti e nella gestione ed il massimo rispetto dell’ambiente dato dalla riduzione dei consumi d’acqua.
Come si vede anche da questo esempio la colpa di tale stato di cose è da attribuire a fattori ben precisi come il menefreghismo dei responsabili di acquedotti posti di fronte a fattori come la perdita di metà della loro acqua, il raddoppio delle spese di esercizio ed infine da attribuire all’arretratezza della stampa tecnica e degli insegnamenti universitari che sono fermi alle regole di mezzo secolo fa quasi che nel frattempo la tecnica acquedottistica non avesse anch’essa seguito il progresso intervenuto .

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