LE CONCLUSIONI DELL’EBOOK “ACQUEDOTTI – REALTA’ E FUTURO

La copertina del libro ebook
La copertina del libro ebook

Il percorso di risoluzione dei problemi che affliggono l’acquedotto italiano, in dettaglio rappresentato nei vari capitoli e corredato di esempi reali, di dimostrazioni teoriche ed infine di progetti di opere acquedottistiche mai realizzate, si svolge a partire dalle fonti di captazione dell’acqua per arrivare alla sua consegna nell’abitazione dell’utente attraverso tante tappe successive e coordinate quanti sono gli elementi costitutivi dei sistemi usuali.

Si inizia con alcune proposte di reperimento dei necessari volumi idrici ottenendolo in quadruplice modo e cioè con la galleria-serbatoio, lo sbarramento mobile di foce, un razionale riuso dei liquami restituiti dagli impianti di depurazione delle fognature ed infine con una nuova utilizzazione delle risorse idriche preesistenti. Si prosegue con l’accumulo del prezioso elemento in capaci serbatoi da costruirsi, viste le notevoli difficoltà che si incontrerebbero in superficie, nel sottosuolo. La tappa successiva riguarda alcune strutture multifunzione come i serbatoi-galleria ed i serbatoi-adduttori. Ai citati ed ideali invasi si affiancano altri più piccoli ma non per questo meno importanti come i serbatoi di compenso giornaliero di cui viene rivelato l’ uso, molto interessante, a livelli imposti ora per ora.
Non mancano altri tipi di serbatoi come quelli idropneumatici nel mentre se ne indicano alcuni, tuttavia presenti in molte realtà acquedottistiche, che sarebbero assolutamente da bandire. Ed ecco, a seguire, le opere di adduzione con spiegazione della possibilità di un loro doppio uso (adduzione-stoccaggio). Si passa poi agli impianti di sollevamento dotati di normali pompe centrifughe oppure, con motivazioni di notevole interesse, del tipo a velocità variabile, curandone le modalità di regolazione.
L’argomento seguente, la rete di distribuzione, è talmente vasto da impedire che, in questo lavoro, ne venga condotta una discussione esaustiva. Vi si trovano, comunque, alcune soluzioni particolari volte alla alimentazione di territori sia pianeggianti sia montagnosi, con alimentazione a gravità, a sollevamento meccanico oppure a sistema misto gravità-pompaggio evitando intenzionalmente di trattare a fondo le reti classiche e quelle consigliate dalla letteratura tecnica delle quali vengono solamente elencati alcuni gravi inconvenienti come le rilevanti perdite occulte, il mancato soddisfacimento dell’utenza e la eccessiva dispersione energetica di pompaggio. Un trattamento particolare è riservato alla regolazione della pressione di funzionamento delle reti da ottenersi con diversificate metodologie.
Il lungo percorso termina con l’arrivo dell’acqua potabile al traguardo finale cioè alla casa dell’utente, ultima tappa riguardante gli allacciamenti d’utenza svolta mettendone in risalto le tecniche di messa a punto.
La cronaca del complesso viaggio vede, nei vari capitoli, raccomandate le applicazioni tradizionali solo quando esse rientrano in una strategia generale tesa ad un profondo rinnovamento del sistema idropotabile che sfrutti tutte le opportunità offerte da un lato dalla moderna tecnologia acquedottistica e dall’altro dalla situazione reale dei luoghi in cui si opera tenendo in debito conto la configurazione del territorio da servire senza inutili dissipazioni di energia ma anzi ricuperando tutti i carichi idraulici disponibili. Rientra in questo settore l’uso delle ampie aree golenali ai nostri giorni utilizzate solo raramente ma cui si immagina di assegnare un ruolo importante con la costituzione dei bacini di foce.

Grafico dei livelli da preimpostare per un serbatoio di compensazione giornaliera
Grafico dei livelli da preimpostare per un serbatoio di compensazione giornaliera

Si prevede di utilizzare anche le proprietà fisiche degli elementi e quelle caratteristiche delle strutture acquedottistiche nonché della loro mutua combinazione. Tra i primi la comprimibilità dell’aria sfruttata per il funzionamento dei serbatoi idropneumatici e l’energia potenziale posseduta dall’acqua ogniqualvolta sussiste un eccesso di carico idraulico e che si propone di utilizzare per produrre energia elettrica. Le analogie esistenti tra le perdite di carico delle condotte percorse dall’acqua e le prevalenze manometriche delle pompe a velocità variabile che, se razionalmente utilizzata offre interessanti opportunità, in caso contrario è, come chiaramente spiegato nel testo, motivo di instabilità del sistema acquedottistico. Molto importante, per la definizione della strategia generale, lo studio dell’andamento statistico nel tempo delle richieste idriche dell’utenza ed in particolare la concentrazione in periodi brevissimi dei consumi alti ed altissimi che porta ad evidenziare come uno dei concetti fondamentali dell’acquedottistica in base al quale il dimensionamento ottimale degli impianti dovrebbe farsi in funzione del consumo di punta, non è assolutamente consigliabile, ma che occorre invece progettare acquedotti per un funzionamento ottimale alle portate che si verificano per la gran parte dell’anno. Per i momenti di punta, statisticamente molto rari, è tollerabile anche un esercizio a basso rendimento energetico purché sia atto al soddisfacimento del fabbisogno.
Basilare il concetto della flessibilità che deve caratterizzare gli acquedotti onde renderli atti ad adeguarsi a situazioni di emergenza o comunque diverse da quelle inizialmente ipotizzabili. In questo senso acquista rilievo il funzionamento della rete a pressione variabile con asservimento alle richieste dell’utenza perché, oltre a dare buoni ed economici risultati in regime di normale esercizio, consente tramite la momentanea variazione della pressione, di affrontare situazioni molto diversificate ed impreviste. Nel corso dei vari capitoli questo concetto viene ribadito fino all’ossessione per far capire che si tratta di un provvedimento da adottare nella stragrande generalità degli acquedotti.
Nel perseguire gli scopi indicati si è alcune volte usciti dal mondo reale per addentrarci in quello della fantasia. Si sono così indicate soluzioni futuribili ma atte a fornire degli utili spunti per poter definire quelle valide. Tra di esse la mastodontica rete di adduzione nazionale destinata a creare l’interconnessione tra i vari sistemi acquedottistici sparsi in tutta l’Italia, sicuramente irrealizzabile nelle proporzioni indicate ma che, fatte le opportune correzioni, potrà dare risultati eclatanti.
acquedotti realta ridottoA giudizio di chi scrive il viaggio descritto, sicuramente utile per gli addetti ai lavori, risulta piacevole anche per i comuni lettori appassionati di tecnica in genere perché si allontana dal percorso classico dell’acquedottistica e documenta sia opere effettivamente realizzate non banali ma invece caratterizzate da soluzioni intelligenti dei vari problemi e sia, anch’essi particolarmente interessanti, meri frutti della fantasia.

NB: l’ebook è acquistabile dal prezzo puramente simbolico di due euro

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