UN ESEMPIO DI ACQUEDOTTO FIGLIO DEL TELECONTROLLO

Ai nostri giorni la stragrande maggioranza degli acquedotti è già munita di impianto di telecontrolllo-telecomando con il quale si è provveduto ad automatizzare molte delle funzioni che un tempo erano fatte a cura del personale di servizio. I vantaggi ottenuti sono notevoli però a giudizio di chi scrive sussiste una grande possibilità che suggerisce di cambiare la natura ed il funzionamento globale in funzione delle ulteriori grandi possibilità offerte dal telecontrollo.

Il provvedimento sarà reso più chiaro grazie alla seguente descrizione di riqualificazione di un ipotetico acquedotto così costituito:

– fonte comprendente più pozzi che pescano in falda artesiana e convogliano al serbatoio o ai serbatoi di compenso siti in città la loro portata tramite pompe sommerse;

– uno o più serbatoti di accumulo e compensazione giornaliera siti nella città da servire;

– centrale di sollevamento annessa a ciascun serbatoio;

– serbatoi pensili posti in testa alla rete;

– rete di distribuzione a maglie chiuse alimentata dai serbatoi pensili.

Si vuole razionalizzare l’acquedotto esistente

PROFILoretepozzi-Model
Profilo di raffronto tra rete classica e rete ideale moderna

La definizione delle modifiche da apportare inizia dal sistema di distribuzione che da alimentazione a pressione fissa operata dai serbatoi pensili deve diventare a pressione regolata in funzione delle pressioni di arrivo all’utente. Si prevede di porre in opera manometri automatici distribuiti nei punti caratteristici della rete in modo da conoscere in centrale ed in tempo reale la pressione di tutta la rete alimentata.

La centrale di sollevamento viene corredata da una serie di pompe a velocità variabile atte d immettere in rete una portata regolata in tempo reale onde raggiungere lo scopo di una pressione finale fissata da un grafico giornaliero di riferimento che può essere del tipo della figura allegata- In rete sono installati alcuni misuratori di portata delle condotte principali con trasmissione automatica dei dati rilevati.

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Esempio di grafico della pressione imposta per l'acquedotto ideale e di quella normale di un acquedotto alimentato da vasca di carico
Esempio di grafico della pressione imposta per l’acquedotto ideale e di quella normale di un acquedotto alimentato da vasca di carico


L’utilizzazione del serbatoio di compensazione giornaliera è prefissata dal diagramma giornaliero dei livelli di cui alla figura.  Pertanto l’impianto di sollevamento dei pozzi sarà costituito da pompe a velocità variabile la cui velocità viene regolata dal grafico giornaliero dei livelli del serbatoio di compensazione posto in città e prefissati come sopra spiegato. Ciò avrà luogo aumentando o diminuendo contemporaneamente portata e pressione di mandata.

Gli ottimi risultati ottenibili dalla sistemazione dell’acquedotto descritta, ordinati in base alla entità dei loro vantaggi sono i seguenti.

  1. In rete si ha costantemente una pressione regolata che può sintetizzarsi con pressioni elevate nei momenti di punta di consumo ( per esempio 45-50 metri sul suolo dalle ore 8 alle 10 del mattino e dalle ore 18 alle 20 della sera), medie per consumi medi come ad esempio 35 m. e bassi (ad esempio 20 m) di notte ai bassi consumi;

Grafico dei livelli da preimpostare per il serbatoio di compensazione giornalieracompensazione giornalieracompensazione giornaliera
Grafico dei livelli da preimpostare per il serbatoio di compensazione giornaliera . Sono riportati anche i livelli che caratterizzano un ipotetico serbatoio pensile di rete
  1. La centrale di sollevamento a pompe variabili lavora per la maggior parte del tempo con pressioni basse e quindi con notevole economia di energia elettrica

  2. Il serbatoio di compensazione immette in rete nelle 365 giornate dell’anno tutto il volume accumulato alla notte il che comporta uno sfruttamento razionale della falda con una portata di prelievo corrispondente grosso modo alla portata media giornaliera dovuto ad un aumento della portata notturna necessaria per  riempire il serbatoio e contemporaneamente una logica diminuzione di quella diurna . Si ottiene un ulteriore beneficio per la falda che di notte è più ricca venendo a mancare molti dei prelievi simili e normalmente fatti da altri utilizzatori.

    In sintesi gli importanti risultati della trasformazione sono: minori spese di sollevamento datti dalla diminuita prevalenza manometrica delle pompe, minori perdite occulte dovute alla inferiore pressione notturna di rete, migliore servizio offerto all’utenza con pressioni elevate solo quando risultano necessarie, rispetto dell’ambiente, grazie ad uno sfruttamento razionale delle falda di captazione dell’acqua.

Ma ciò che deve stupire è il concentrarsi simultaneo dei molteplici vantaggi che caratterizzano una soluzione semplice direi quasi una soluzione banale od ovvia che non fa che, da una parte, soddisfare le esigenze vere  dell’utenza alla quale non servono davvero delle forniture molto performanti e limitate alla notte oppure ai periodi nei quali la popolazione è assente dalla città, mentre invece è nel momento del bisogno che il servizio deve essere in grado di abbondare d’acqua e di fornirla a pressione tanto più alta quanto più è sentito il bisogno e l’urgenza di utilizzarla. Dall’altra parte le innovazioni proposte sono la logica conseguenza di una situazione come quella attuale nella quale l’energia elettrica e la stessa acqua sono due elementi essenziali, costosi e sempre più scarseggianti per cui risulta un dovere prima ancora di una necessaria economica, ridurre le perdite e le spese di esercizio ed in particolare quelle di sollevamento a mezzo pompe.

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