RETE ACQUEDOTTISTICA FUNZIONANTE A GRAVITÀ

Retemontagnagravita
Planimetria indicativa della rete montana

Ritengo opportuno riprendere una parte dell’articolo “la rete di distribuzione d’acqua potabile dei territori con notevoli dislivelli topografici” per far doppiamente rilevare l’alta qualità della soluzione adottata ed avente lo scopo di risolvere il problema delle aree montane ed in particolare quando sono presenti sorgenti d’alta quota che alimentano territori di valle aventi notevoli dislivelli topografici comportanti pressioni di esercizio eccessive in tutta la rete con tutti i problemi che ciò provoca.

La soluzione classica si basa su una rete unica caratterizzata da pressioni elevatissime soprattutto durante i periodi notturni e nelle aree più basse, pressioni elevate cui si pone rimedio dotando ogni allacciamento privato di una propria valvola di riduzione atta a riportare la pressione di alimentazione a valori compatibili con un normale funzionamento degli impianti privati posti a valle della valvola stessa.

La soluzione proposta, come risulta chiaramente dalla planimetria schematica allegata, prevede di dividere la rete in due classi di condotte ben differenziate tra di loro e formanti:

– la prima classe comprendente un anello esterno costituente la rete adduttrice che funziona ad alta pressione;

– la seconda classe compone la rete di distribuzione formata da una serie di condotte ognuna delle quali si svolge all’incirca lungo una unica curva di livello ed è munita di due valvole di regolazione ubicate in corrispondenza dell’attacco con la rete di adduzione e di un manometro di misura della pressione della condotta.

Esempio di grafico della pressione imposta per l'acquedotto ideale e di quella normale di un acquedotto alimentato da vasca di carico
Esempio di grafico giornaliero della pressione sul suolo ideale ed imposta per l’acquedotto montano

L’insieme è munito di impianto di telecomando telecontrollo che svolge l’azione di regolare la pressione di ciascuna condotta distributrice in modo totalmente indipendente da quella delle altre ed essendo modulata in funzione del grafico giornaliero della pressione ideale sul suolo. Ciò significa avere una rete funzionante con un cielo piezometrico parallelo al terreno ma di valore più elevato durante i consumi di punta e di valore inferiore quando l’utenza ha basso fabbisogno idrico e soprattutto la notte quando i consumi sono molto ridotti ( Vedi grafico delle pressioni imposte).

Si ritiene sia questo il modo migliore per ottenere risultati buoni. La pressione elevata è riservata alla sola adduttrice esterna che si dovrà costruire e gestire con la massima cura mentre la stragrande maggioranza delle condotte di rete, costituente la rete di distribuzione, potrà godere di una pressione normale nonostante la presenza dei rilevanti dislivelli del suolo.

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