GLI ACQUEDOTTI SECONDO GLI ALTRI

Una rappresentazione anonima dei testi dove è accumulata una mole rilevantissima, un vero tesoro di alta tecnica acquedottistica ma che contengono, ovviamente senza alcuna possibilità di individuazione specifica, le aberrazioni di cui tratta la nota.
Una rappresentazione anonima dei testi dove è accumulata una mole rilevantissima, un vero tesoro di alta tecnica acquedottistica. La trattazione delle pompe a velocità variabile è però totalmente e scandalosamente trascurata

Questa nota sarà infarcita da frasi altrui con qualche mio commento-

Per iniziare riporto il contenuto di una mail recentemente speditami da un ingegnere ohe opera in un Consorzio di Bonifica;

………Negli ultimi anni i nostri impianti stanno venendo realizzati o convertiti con inverter.
Non sa quanto ho apprezzato il suo articolo sulla curva di funzionamento delle pompe a giri variabili! Ci fosse stato un libro, uno, che ne parlasse o la riportasse!
Ringraziandola per la cortesia e complimentandomi per il suo lavoro, la saluto e mi riservo di farle sapere ulteriori commenti in altre occasioni.

Ribadisco questa frase veritiera: Ci fosse stato un libro, uno, che ne parlasse o la riportasse!

Per rendersene pieno conto riporto,  traendola con il copia ed incolla da uno dei nuovi testi di acquedottistica che va per la maggiore negli insegnamenti universitari :

MIlano3 -defin

Detto in poche parole l’illustre autore del libro sostiene che la variazione di giri delle pompe degli acquedotti è cosa molto rara , evidentemente non avendo idea di quanto numerosi sono gli acquedotti che le adottano da almeno una ventina d’anni con risultati straordinari.

MIlano4 - Copia

Invece nella frase che precede l’illustre autore dichiara che l’impiego delle pompe a velocità variabile è limitato alle pompe molto grandi evidentemente perché ritiene che gli inverter siano una costosa diavoleria-

Da Peppo1

 

L’autore dell’ultimo breve brano, sempre da mè copiato da un testo ufficiale, è molto più tecnico di valore ma consiglia di stare attenti alle spese di installazione e di gestione degli inverter che però conosce perfettamente.

Quello che spaventa chi scrive questa nota è il fatto che molte università non abbiano nemmeno una pallida idea di quali possibilità offra l’immissione diretta in rete con pompe a velocità variabile ma invece vedano come unica soluzione che tutti gli acquedotti siano alimentati tramite vasche di carico: una assurdità senza fine.

Ciò risulta inconfutabilmente comprovato dalle  pochissime righe che vengono dedicate in testi di acquedottistica  molto corposi  ad un argomento così importante e quindi escludendo a priori quella vera rivoluzione benefica che potrebbe derivare da un loro impiego razionale nella maggior parte degli acquedotti italiani. Per dettagli clicca qui.

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