LA BARRIERA MOBILE DI FOCE COME IMPORTANTE CONTRIBUTO ALLA RISOLUZIONE DELLA GRAVE CARENZA IDRICA CHE INCOMBE SEMPRE DI PIÙ’

I mezzi di comunicazione diffondono allarmati segnali di carenza idrica in continuo aumento cui si dovrebbe aggiungere il pericolo, tutt’altro che improbabile, dell’inquinamento dell’acqua potabile che arriva nelle case degli utenti dell’acquedotto provocato proprio dal rilevante calo di portata delle fonti ( vedi articolo SICCITA’ ECCEZIONALE ).

In questa situazione dovrebbero essere maggiormente prese in considerazione le proposte che contribuiscono a risolvere questo annoso problema, ma così non è.

Uno degli esempi eclatanti è quello delle barriere mobili di foce.

E’ fuori di ogni dubbio che la risalita del cuneo salino lungo l’asta dei fiumi, con tutti gli inconvenienti che comporta, aumenta vertiginosamente nei periodi siccitosi che si presentano sempre più frequentemente. Se esiste un mezzo per fermare tale risalita e nello stesso tempo costituire dei bacini di accumulo la cui grande capacità contribuirebbe sostanzialmente allo scopo, perché non metterlo in discussione, tra le mille proposte che vengono sempre più spesso ventilate?

Lo sbarramento del Tamigi a sud di Londra
Lo sbarramento del Tamigi a sud di Londra. Anche in questo caso la barriera chiusa forma una lago che viene sfruttato in caso di siccità eccezionale.

Il bacino di foce, come meglio descritto nell’articolo LA BARRIERA MOBILE DI FOCE ALLA LUCE DEI SUOI ASPETTI FORTEMENTE NEGATIVI riguarda la costruzione di uno sbarramento della foce del fiume avente lo scopo di impedire la risalita del cuneo salino ed al tempo stesso di trasformare la parte finale dell’alveo in un lungo lago atto ad accumulare grandi volumi idrici durante i periodi di morbida e conservarli per poterne usufruire per la copertura dei consumi di punta durante i periodi siccitosi.

In questa sede non vengono indicate le particolarità sia nettamente positive e quelle negative ma si vuole piuttosto far rilevare come sono proprio i periodi di grande siccità come quelli contemporanei alla redazione di questa nota a convincere che si tratta di un provvedimento di grande interesse e che pertanto dovrebbe almeno essere esaminato e discusso. La strategia troppo spesso usata non è quella di predisporre per tempo delle opere valide come quelle in oggetto ma piuttosto di rincorrere sempre l’emergenza con opere di ripiego ed improvvisate che non risolvono i problemi alla radice.

 

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