UNA SICCITÀ’ ECCEZIONALMENTE GRAVE ED I RIMEDI DA INTRAPRENDERE

SiccitàUno degli argomenti che dilagano in ogni dove è l’eccezionale siccità che si sta verificando in questi giorni.Ecco alcune righe lette su internet :

“Le preoccupazioni per gli effetti dell’inquinamento in città sulla salute si sommano a quelle per la siccità che sono evidenti dallo stato del più grande fiume italiano. Sul Po sembra essere in estatecon livelli idrometrici che sono inferiori di circa 2 metri rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e 4 rispetto alla media. La situazione è grave anche nei laghi: il lago Maggiore è al 17% della sua capacità ed il lago di Como che è addirittura sceso al 12 % mentre quello di Garda al 33%. A preoccupare – precisa la Coldiretti – è la mancanza di neve sulle montagne che rappresenta una scorta importante per garantire gli afflussi idrici determinanti per i raccolti agricoli nei prossimi mesi.”

La preoccupazione maggiore riguarda l’agricoltura ma anche la situazione del rifornimento idropotabile non va messa in secondo piano.

Quello che spaventa è la consuetudine dilagante di rincorrere l’emergenza senza mai prevenire le situazioni critiche con interventi adeguati e soprattutto attuati in tempo utile. In questo modo, oltre a provocare disagi all’utenza, si finisce per impiegare somme considerevoli volte a mitigare i disagi  ma che non risolvono che il problema momentaneo ma non quello in prospettiva futura.

E’ quasi banale sostenere come , nel campo degli acquedotti, il primo risultato da raggiungere sarebbe la conoscenza profonda del funzionamento effettiva del servizio. Si può con tutta tranquillità affermare che al momento attuale si sa ben poco di tutto ciò che succede in rete. Basterà dire che, di un fenomeno di prima grandezza come sono le perdite occulte dell’acquedotto, si sa solo l’ammontare totale relativo ad un lungo periodo di mesi e mesi di esercizio mentre nulla si sà di quello che accade nei momenti di basso consumo dell’utenza quando, essendo minori le perdite di carico delle condotte, aumenta la pressione di esercizio né si sa nulla della distribuzione delle perdite nelle varie località della rete o di quali siano gli elementi che favoriscono dette perdite e né la misura con cui ciò accade zona per zona. Una forte spinta verso il superamento dei problemi elencati verrà data dalla sostituzione dei contatori di utenza con apparecchi multifunzione che forniranno automaticamente al centro di controllo non solo i consumi trimestrali che si rilevano manualmente al giorno d’oggi ma molti altri dati tra i quali le portate istantanee consumate dagli utenti e la pressione di consegna dell’acqua in tempo reale, elementi che permetteranno di approfondire la conoscenza dell’esercizio e quindi poter prevedere i rimedi di molte disfunzioni. Vedi “Contatori d’acquedotto” 

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Il fiume Po in secca

Il contributo alla esecuzione di opere di salvaguardia da eventuali crisi idriche potrà contare su molti altri elementi ancora più efficaci di quelli prima indicati e tra di essi si vuole qui ricordare lo sbarramento mobile di foce che , trasformando la parte finale dei corsi d’acqua più importanti in altrettanti laghi, renderà possibile accumularvi, durante i periodi di piena dei fiumi, grandi volumi idrici per restituirli nei momenti di siccità come quello attuale, a beneficio di molti servizi tra i quali quello idropotabile, impedendo al tempo stesso la risalita del cuneo salino nella parte finale dei corsi d’acqua, risalita che, nella situazione attuale, impedisce di utilizzare la poca acqua che ancora percorre gli alvei. Per dettagli vedi “ Lo sbarramento mobile di foce” 

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