SICCITA’ – L’ADIGE E LA RISALITA DEL CUNEO SALINO

I bacini artificiali di alta montagna sono chiamati a riservare per la prossima estate acqua accumulata

Avendo percepito dai numerosi articoli apparsi sulla stampa la sempre crescente preoccupazione per la siccità che ormai risulterebbe irrimediabile anche se si avessero nuove e consistenti piogge, faccio seguito al mio recente articolo “SICCITA’ IN ARRIVO – IN BREVE LA STORIA ED I RIMEDI”  dove erano in sunto segnalati alcuni rimedi atti a lenire i danni, per far rilevare il grande pericolo che sta correndo il fiume Adige e di conseguenza le numerose ed essenziali derivazioni d’acqua presenti lungo il fiume medesimo. Si tratta non tanto e non solo della bassa portata estiva che accuserà l’Adige ma sarà soprattutto il verificarsi subdolo e gravissimo della risalita del cuneo salino per chilometri e chilometri lungo l’asta, la quale rende inutilizzabile anche la poca acqua trasportata a mare dal fiume. La gravità di quanto sta per accadere e che molto probabilmente, oltre al Veneto, investirà anche altre regioni italiane, deve far riflettere e moderare i concetti di principio in base ai quali nelle decisioni importanti si mette in primo piano la salvaguardia dell’ambiente evitando perfino di introdurne la discussione di rimedi e di studi di fattibilità delle opere che si rendono necessarie per rimediare ad uno stato di cose tanto grave.

Nell’Adige, allo scopo di scongiurare il pericolo della dannosissima risalita del nucleo salino, si sono da tempo costruite delle barriere antisale ma esse, proprio per non apportare alcun danno all’ambiente ed al traffico acqueo, sono state limitate, nella loro altezza rispetto al fondo, al minimo livello che in sede di progettazione risultava sufficiente per per fermare il nucleo salino in oggetto. I cambiamenti climatici e le mutate condizioni del fiume hanno però denunciato la loro attuale inefficacia proprio ca causa della della loro altezza troppo esigua.

La dura prova che si dovrà tra poco superare con enormi difficoltà o per meglio dire che non potrà affatto essere superata non esistendo alcun mezzo per farlo, richiede assolutamente di riconsiderare le prescrizioni in atto prendendo in esame con tutte le verifiche del caso, soluzioni drastiche ed atte a prevenire futuri danni analoghi a quelli in corso mediante opere dotate di di tutti gli accorgimenti, anche se costosi e di tipologia inusitata, necessari per la tutela dell’ambiente.

La risalita del cuneo salino lungo l’Adige

Tra i manufatti che ad avviso di chi scrive potrebbero , previa attuazione di uno studio approfondito preceduto da tutte le verifiche e le modifiche del caso, offrire risultati di notevole rilievo, suggerisco la barriera mobile di foce rinviando per i dettagli costruttivi e di esercizio alla casella “cerca nel sito” posta in alto a sinistra della pagina e che consentirà di aprire i relativi articoli. In questa sede mi limito a rilevare la sua duplice funzione specifica. Il manufatto principale consiste in una barriera apribile che interessa l’intera larghezza d’alveo riuscendo sicuramente ad impedire la risalita del nucleo salino ed al tempo stesso a trasformare la foce e l’alveo di valle del fiume per una lunghezza di alcuni chilometri in un lungo lago che con il suo notevole invaso, possa costituire una grande riserva idrica atta a dare un significativo contributo nella risoluzione delle paventate carenze idriche soprattutto estive.

Le riserve che vengono mosse ad un’opera del genere si riferiscono prima di tutto alla novità ambientale data dalla presenza del lungo lago di foce cui si deve controbattere che l’avere l’alveo del fiume pieno d’acqua fino quasi alla sommità arginale rappresenta un fenomeno naturale . Ciò che cambia è soltanto la sua frequenza che varia passando da evento occasionale dovuto alla piena dell’Adige che può considerarsi annuale ad un evento abituale essendo il lago normalmente al massimo livello e che viene riportato al livello normale del fiume solo raramente quando tutta l’acqua accumulata deve essere utilizzata per vincere le crisi idriche.

Profilo schematico di sbarramento mobile di foce

Un importante fattore negativo è dato dall’insabbiamento che il nuovo lago è costretto a subire trattenendo i grandi volumi di sabbia normalmente trasportati al mare dove esse compiono una importante azione di ripristino dei fondali. A tale difetto si deve ovviare con l’apertura alternata delle paratoie definita in modo da garantire lo svuotamento del fondo lago dalle sabbie ristabilendo la loro destinazione finale nel mare.

Altre critiche possono riferirsi al pericolo di cedimento degli argini sottoposti alla spinta di un bacino con inusitata caratteristica di perennità ma a questo problema si deve far fronte con le eventuali opere di impermeabilizzazione o di rinforzo degli argini stessi. Anche il problema della navigabilità fluviale che viene interrotta dalla barriera che attraversa tutto l’argine con sopraelevazione del il livello d’acqua, dovrebbe essere risolto tramite opportune conche di navigazione facendo rilevare al tempo stesso la possibilità di sfruttamento del lago a scopo turistico.

Per ultimo è da far notare come la barriera in argomento realizzi indirettamente anche un servizio largamente invocato dalle leggi e che riguarda la necessità di far compiere alle acque usate dall’uomo il ciclo della loro riutilizzazione multipla. In realtà la presenza della barriera che raccoglie tutte le acque superflue del fiume, comprende anche le acque, che lungo tutto il percorso del fiume dalla sua sorgente fino allo sbocco in mare gli impianti di depurazione delle acque reflue delle fognature pubbliche vi scaricano sistematicamente. Grazie alla nuova barriera tali acque vengono anch’esse rimesse in circolo e quindi, tramite le opere di presa dei molti acquedotti, verranno riutilizzate quale loro fonte principale.

Sicuramente le scarne note del presente articolo non possono che dare indicazioni molto sommarie di un’opera così complessa come la barriera di foce e pertanto devono essere considerate solo alla stregua di promozione di un’idea da sottoporre a tutte le osservazioni e critiche che interessano numerosi settori da quello ambientale, a quello dell’idraulica di un fiume importantissimo, alle necessità dell’irrigazione agricola e dell’alimentazione potabile, alle possibilità di sfruttamento turistico di una zona bellissima, ai problemi statici del manufatto ecc.

Quello che si deve soprattutto esaminare a fondo sono i grandi vantaggi che derivano dalla eliminazione del sale da tutta l’asta del fiume risolvendone in maniera sicura tutti i problemi ed inoltre la funzione di un grande bacino che è in grado di immagazzinare tutte le acque superflue che attualmente vengono scaricate inutilizzate nel mare facendole diventare utilissimo elemento atto a dare un importante contributo durante le crisi di siccità del tipo di quella ora in arrivo..

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