IL PROGRESSO DELLA TECNICA ACQUEDOTTISTICA REALE DELL’ULTIMO TRENTENNIO : IL NULLA OVVEROSIA LA DIMOSTRAZIONE DELLA GRAVE INSUFFICIENZA DEI GESTORI E DI COLORO CHE PONTIFICANO DI IDRAULICA

1)  Entro subito nel vivo raccontando di una persona che gira di casa in casa, apre lo sportello del vano contatori e con stracci o altra simile attrezzatura pulisce dal vetro del contatore lo spesso strato di polvere che vi si è posato negli ultimi sei mesi e finalmente legge e trascrive un numero che dovrebbe rappresentare il volume totale consumato dall’utente anche se nella realtà non è così perché siamo in presenza di un apparecchio il cui servizio si è protratto per decenni senza aver subito nessuna manutenzione o meglio alcuna sostituzione e quindi non è in grado di fornire che una ingannevole documentazione dei consumi effettivi.

 

La lettura manuale dei contatori

In questi decenni non si è affatto assistito ad alcuna campagna, promossa da tecnici, da ambientalisti o da responsabili del servizio acqua potabile, sulla necessità di sostituire una strumentazione come quella indicata con contatori a lettura e trasmissione automatica e soprattutto multifunzione e quindi in grado di fornire del tutto automaticamente, oltre ai consuma trimestrali, molte altre indicazioni utilissime per arrivare finalmente a conoscere il funzionamento degli acquedotti.

2) Pur avendo ben capito l’importanza che riveste la regolazione della pressione di funzionamento delle reti di distribuzione dell’acqua potabile, i misfatti perpetrati e mantenuti anche al giorno d’oggi sono numerosi. Prima di tutto la stragrande maggioranza delle reti è alimentata ancora dalla vasca di carico come erroneamente vene insegnato falle nostre migliori università. Ciò significa imporre una condizione ferrea per rendere molto difficile e costosa la citata regolazione della pressione

 

Esempio di vasca di carico della rete di distribuzione ed alimentata da un pozzo munito di pompa a girante sommersa

3) Trovatisi, per mille cause a sé stessi imputabili, nella pietosa condizione di non conoscere affatto il funzionamento reale dei propri acquedotti, i personaggi responsabili di questa madornale deficienza, stanno realizzando e diffondendo ovunque la tecnica dei vecchi regimi politici imperiali ben noti dalla storia sotto il motto a “dividi et impera” nel caso specifico definita significativamente come “ distrettualizzazione” con la quale una rete di distribuzione che può contare su un efficientissima costituzione a maglie chiuse viene suddivisa in tante sottoreti ( appunto i distretti ) i quali se da una parte mettono finalmente al corrente dei dati reali di funzionamento, dall’altra distruggono una delle doti più importanti della rete e cioè la interconnessione diffusa e spinta nell’intero territorio servito.

 

Esempio eclatante e negativo di rete moto ben interconnessa che invece viene mutilata,  frazionata in una moltitudine di distretti al solo scopo di poter finalmente conoscerne e poterne regolare il funzionamento

4) I serbatoi di accumulo e compensazione funzionano in base al caso e non effettuano affatto la compensazione delle portate. Infatti la maggior parte sono regolati “al massimo livello” tramite galleggianti o altri corrispondenti apparecchiature, le quali impongono di rialimentare il serbatoio non appena esso comincia a svuotarsi nel mentre la sua funzione precipua sarebbe quella di riempirsi nei periodi di basso consumo per poi immettere in rete il volume accumulato nei momenti di punta di consumo.

 

Esempio schematico di regolazione di serbatoio “a livelli prefissati ora per ora”

5) Una grave mancanza è il non aver capito la necessità della sostituzione dei contatori con apparecchiature multifunzione per uno scopo che và oltre la mera contabilizzazione dei consumi utente per utente dovendo raggiungere invece lo scopo di definire le portate istantanee prelevate utente per utente e quindi rendere superflua la distrettualizzazione.  Un elemento di così grande importanza passa sotto silenzio quasi non dipendesse dalla mancanza di contatori multifunzione la marcata arretratezza degli acquedotti in tempi come questi nei quali il progresso della tecnica progredisce vertiginosamente.

La elencazione fatta è senz’altro insufficiente per capire quali sono le direzioni da avviare se si vuole veramente contribuire a vincere i non solo i problemi attuali del sistema di alimentazione idropotabile ma anche quelli che derivano dai cambianti climatici ed in particolare della piovosità e dall’inarrestabilità aumento dei fabbisogni specifici d’acqua potabile.

Quello che si può affermare come conclusione di questa breve nota è la gravissima inerzia generale che si riscontra nell’impegno verso le soluzioni proposte da chi scrive oppure quelle ulteriori che risultano comunque di urgente necessità

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