LA PROGETTAZIONE DEGLI ACQUEDOTTI AL GIORNO D’OGGI

 

L’ebook di Marcello Meneghin che riguarda esclusivamente le innovazioni

I manuali ed i testi di acquedottistica reperibili al giorno d’oggi trattano la materia partendo giustamente dai concetti di base per diffondersi poi sulle tecniche da utilizzare nella costruzione ex novo degli acquedotti. Si deve però rilevare come queste ultime siano istruzioni che in realtà non saranno mai utilizzate per il semplice motivo che la costruzione di acquedotti nuovi non esiste praticamente più. Infatti, almeno per tutto il territorio italiano si può tranquillamente affermare che non ci sono più aree abitate prive di acquedotto. Quello che urge attuare è invece la sistemazione, o meglio dire, la rivoluzione degli acquedotti esistenti ormai vecchi non solo di età ma sopratutto vecchissimi nei concetti di base. Ebbene si possono sfogliare manuali, riviste tecniche, blog su internet: nessuno parla in dettaglio di come eseguire queste modifiche radicali nel mentre i responsabile dei vari sistemi acquedottistici esistenti si arrabattano in modifiche particolari senza avere il coraggio di intaccare alla base i loro impianti che nella sostanza rimangono sempre gli stessi di 100 anni fa. Basterà citare la grande diffusione della distrettualizzazione cioè di quella tecnica che si basa sulla suddivisione delle reti in tante sottoreti lasciando quindi lo stesso acquedotto di prima fatta salva la mutilazione della rete con distruzione del suo lato positivo e cioè della grande interconnessione tra condotta e condotta. Il grave è che tutto ciò ha come motivazione che è questo l’unico sistema in grado di far conoscere come funzionano gli acquedotti.

La distrettualizzazione della rete di PadovUna vera assurdità, visti i numerosi mezzi che esistono allo scopo.

Risulta possibile ed altrettanto tranquillamente sostenere che siano molto rare le istruzioni che trattano in dettaglio la sistemazione oppure il necessario aggiornamento di acquedotti esistenti i quali richiederebbero veramente dei provvedimenti del tutto particolari e diversi da quelli riportati nei testi. Quando poi il sistema acquedottistico , come è opinione del sottoscritto, abbia assoluta necessità di essere oggetto di una vera e propria rivoluzione , allora le regole riportate nei manuali non sono assolutamente applicabili o quanto meno, risultano necessarie delle innovazioni che non vi figurano affatto.

Gli esempi sono molteplici ma mi corre l’obbligo di sottolineare quelli più banali.

Esempio di rete alimentata con immissione in diretta a pressione variabile

La prima trasformazione da apportare agli acquedotti è quella di disconoscere uno dei principi base su cui si basa l’acquedottistica classica e cioè la presenza inderogabile delle vasche di carico e quindi dei serbatoi pensili che dovrebbe assolutamente essere sostituita dall’immissione in rete a pressione variabile e regolata automaticamente. Ma, dico io come, fa un giovane ingegnere a sostenere questa tesi quando gli è stato insegnato la regola insostituibile delle vasche di carico onnipresente in tutti gli acquedotti.

Ci sono molte altre regole che sarebbe necessario adottare quanto prima se si volesse veramente rimediare ai difetti principali ma quella su cui non insisterò mai abbastanza è un concetto di base su cui non c’è ombra in nessuno dei testi, negli insegnamenti dati all’università ma che soprattutto non risulta affatto applicata nella realtà degli acquedotti esistenti. Si tratta di un fondamento cui debbono adeguarsi tutti indifferentemente tutti gli acquedotti, fondamento che io ho condensato nella seguente frase: Gli acquedotti devono diventare figli del telecontrollo. Ciò significa modificare  totalmente il concetto base, lo schema idraulico, il metodo di sollevamento, l’accumulo degli invasi ed in poche parole l’intera costituzione fisica e quella di esercizio degli acquedotti. Ognuna di queste fasi deve dipendere dalle straordinarie possibilità del sistema di telecontrollo. Ne riporterò alcuni esempi confrontati con la realtà. Ho già citato la abolizione delle vasche di carico, Ad esse deve essere sostituito un sistema ad immissione diretta in rete nella quale fa da padrone il telecontrollo che provvede a modificatore il grado di apertura delle valvole di immissione in rete nei sistemi funzionanti a gravità oppure la pressione manometrica totale delle pompe (possibilmente a velocità variabile ) degli altri tipi di reti, utilizzando non già la pressione predefinita in maniera banale dalle regole teoriche classiche e fissa 24 ore al giorno e per 365 giorni all’anno bensì una pressione di volta in volta determinata dal computer sulla base di elementi importanti che vanno dalle disponibilità reali d’acqua , visto e considerato che una rete ha consumi variabili in funzione di molti elementi come sono le pressioni e le perdite, per arrivare alla richiesta dell’utenza che varia di ora in ora essendo ben diversa quella diurna delle ore di maggior consumo da quella notturna quando gli utenti per lo più dormono. Un altro fattore importante è l’andamento altimetrico del territorio che fa crescere la necessità di pressione iniziale per tutte le aree poste alle massime quote altimetriche mentre per quelle di quota inferiore è sufficiente una minor pressione di partenza. Inoltre si deve rilevare che la pressione con cui l’acqua viene addotta dalla rete di tubazioni è anche essa variabilissima e feterminante in tutto l’eserciziario e quindi deve essere trattata come tale

Esempio di grafico dei livelli da imporre in un serbatoio di compensazione settimanale

Un altro elemento molto importante è la compensazione delle portate da effettuarsi da parte dei serbatoi di accumulo. In questo settore la tecnica classica si limita a determinare il volume totale di invaso necessario affinché abbia luogo la compensazione e lo fa senza entrare in merito alla escursione dei livelli che effettivamente si verificano in rete.. C’è da aggiungere che la maggior parte delle regolazioni dei livelli dei serbatoi e quindi del loro contributo nei riguardi della rete è effettuata sic et sempliciter mediante galleggianti che regolano il livello tendendo sempre a riportarlo alla massima percentuale di riempimento poiché provvedono semplicemente ad aumentare o a diminuite l’immissione a seconda che il serbatoio sia prossimo al suo massimo livello oppure se sia  in via di svuotamento. Una vera ed importantissima regolazione è quella determinata dal computer che fa in modo che la produzione si mantenga costantemente su valori prossimi alla portata media del periodo di compensazione, mentre il serbatoio riempiendosi o svuotandosi copre le punte di consumo.

L’ultimo  argomento che qui si cita e che è totalmente gtrascurato  dalla letteratura ufficiale è la sostituzione dei contatori d’utenza mettendo al loro posto dei contatori multifunzione con i quali si potrebbero conoscere elementi reali di funzionamento delle reti.

Concludo questa nota facendo notare come  tutto il presente sito sia teso non già a riportare elementi classici di acquedottistica i quali sono meglio ritraibili dai testi classici medesimi quanto invece a raccomandare la modifica sostanziale degli acquedotti considerata il solo modo per rendere economici e soprattutto funzionali gli acquedotti medesimi. Nei vari articolo del sito sono descritti e documentati gli artifici da usare e le modalità di calcolo nonché di dettaglio costruttivi e relativi alle necessarie innovazioni iacquedottistiche

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