MESTRE: IN ARRIVO LA CATASTROFE O LA RISURREZIONE?

 

Inizio questa nota riportando testualmente il seguente paragrafo della nota “Breve articolo sula storia e lo sviluppo di Porto Marghera” dell’ing. Mauro Gallo nella quale è spiegata in dettaglio la situazione attuale del colossale lavoro di marginamento delle macro isole della zona industriale di Marghera e di altre aree il cui terrapieno è costituito da cospicui riporti di materiale di scarto delle industrie di Marghera contenenti sostanze altamente inquinanti. Scopo precipuo dei marginamenti è evitare lo sversamento in laguna delle acque fortemente inquinanti in quanto provenienti da detti terreni.

Questo il testo del citato ing. Gallo:

Il progetto di contenimento e bonifica si presta a qualche altra osservazione critica, in particolare il retromarginamento, realizzato ortogonalmente alla direzione di moto, impedirebbe alle acque della prima falda [se non opportunamente drenate], di defluire naturalmente nella laguna provocando in tal modo un effetto barriera con conseguente e pericoloso innalzamento della piezometrica a monte della palancolatura [Mestre e Marghera] questo, connesso con le carenze strutturali della rete fognaria e di bonifica evidenziatesi nel corso dell’evento meteorico di particolare intensità del 26 settembre 2007, contribuirebbe a incrementare il Rischio Idraulico dell’area in caso di eventi meteorici di particolare intensità.

MarginamentoPalancolata
Palancolata del marginamento in costruzione

Appare chiaramente la preoccupazione dell’autore, condivisa anche da chi scrive, che, sbarrare con un diaframma impermeabile lungo qualche decina di chilometri e posto a valle del centro urbano di Mestre – Marghera impedendo il naturale scarico in laguna della falda freatica, rappresenta un pericolo colossale e, ad avviso di chi scrive, assolutamente irrimediabile, dovuto al sicuro innalzamento della falda freatica per una vasta area posta a monte del retromarginamento e quindi riguardante soprattutto Mestre e Marghera. Nella planimetria allegata sono indicati in colore celeste le curve di livello attuali della falda freatica con le relative quote in metri sul livello del mare ed in colore nero l’andamento di massima del retromarginamento. Si può notare come la falda attualmente presenti una pendenza nord sud che ha termine in corrispondenza del limite lagunare dove la sua quota è pari a zero metri sul mare in quanto l’acqua si è da sempre scaricata in laguna. Occorre anche rilevare che il sistema di sgrondo delle acque piovane di Mestre, come citato anche dall’ing. Gallo, non è in grado nemmeno nella situazione attuale di smaltire correttamente le acque delle piogge eccezionali, realtà dimostrata dai frequenti allagamenti verificatisi a Mestre in questi ultimi anni. Si può facilmente arguire cosa succederà quando la falda freatica si alzerà ancora più in alto dei livelli attuali a seguito del completamento dei marginamenti in oggetto. Di sicuro si avrà una crescita nella frequenza degli allagamenti che interesseranno soprattutto gli scantinati e le aree poste a bassa quota come ad esempio la zona della Gazzera Bassa, mentre nelle vecchie tubazioni della fognatura profondamente immerse nell’aumentato livello idrico, saranno immesse acque della falda freatica con una crescita di portata così rilevante da metterle in totale crisi .

L’ing Gallo, mettendo tra parentesi le parole (“se non opportunamente drenate”), pone una condizione al dissesto descritto, condizione che consisterebbe nell’abbassare artificialmente tutta la falda freatica a monte del retro marginamento e quindi quella di Mestre – Marghera per una larghezza est-ovest di chilometri con uno smaltimento di volumi d’acqua che, a giudizio di chi scrive, appare di immane entità cosi come immane apparirebbe l’azione di pompaggio allo scopo necessaria.

A tutto ciò deve aggiungersi un particolare molto importante: I marginamenti delle macro isole della zona industriale sono muniti di condotte di drenaggio aventi lo scopo di raccogliere le acque della falda freatica con un preciso limite in quanto si tratta soltanto di quella ubicata all’interno dei marginamenti delle macro isole stesse, che pertanto non ha nulla a che vedere con la falda freatica prima descritta al cui abbassamento si dovrà provvedere in modo autonomo, come indicato. Effettuato il drenaggio tramite una condotta posta subito a monte delle barriere impermeabili dei marginamenti delle macro isole, l’acqua raccolta allo scopo di abbassare la falda delle isole al suo livello normale, verrà trasferita tramite pompaggio e tramite apposite condotte di adduzione, nella fognatura di Mestre onde convogliarla, assieme alle acque reflue di tipo misto che la fognatura stessa recapita tuttora, fino a Fusina per esservi depurate e quindi scaricate in mare aperto usufruendo della esistente lunghissima condotta. Ciò comporta una vera rivoluzione del sistema fognante mestrino che, sempre a giudizio dello scrivente, dovrebbe essere rivisto nelle sue linee fondamentali onde prevedere fin da ora il destino futuro dell’intero complesso di sgrondo acque. La novità (vecchia di almeno una decina d’anni) facente parte di detta rivoluzione, potrebbe contemplare varianti sostanziali nei programmi futuri dell’intero sistema fognante di Mestre, ad esempio cominciando a ragionare se conviene prevedere (non realizzare ma solo progettare!) una separazione vera tra acque bianche (il cui smaltimento potrebbe essere trasferito al Consorzio Acque Risorgive) e acque nere da recapitare da sole all’impianto di depurazione di Fusina onde riequilibrare la portata totale in arrivo all’impianto di depurazione di Fusina a seguito dei nuovi consistenti apporti d’acqua dovuti ai marginamenti cui vanno anche ad aggiungersi i nuovi apporti in progetto che vanno dalla soppressione dell’impianto di depurazione di Campalto, alla immissione delle acque reflue del Lido e della Riviera del Brenta nonché quelle degli altri piani urbanistici ed industriali già approvati.

Autore:Marcello Meneghin

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