IL FUTURO

Grafico dimostrativo dell'andamento dei consumi d'acqua degli acquedotti avente lo scopo di far rilevare come i consumi alti ed altissimi siano molto ridotti nel tempo. E' questo un elemento di cui tener cointo nella costituzione dei nuovi acuedotti
Grafico dimostrativo dell’andamento temporale dei consumi d’acqua avente lo scopo di far rilevare come i valori elevati ed elevatissimi siano molto limitati nel tempo. E’ questo un elemento di cui tener conto nella costituzione dei nuovi acquedotti

Si è già parlato nelle sezioni precedenti di una vera e propria rivoluzione che si prevede necessaria per l’intera rete acquedottistica italiana e che può distinguersi nelle due seguenti fasi rispettivamente da attuarsi urgentemente la prima ed assolutamente futuribile e fantasiosa la seconda. Si fa rilevare come detta rivoluzione non rientri per nulla tra le prescrizioni dei testi classici e né degli  atti dei convegni di idraulica  anzi i primi insistano sulla validità della tradizione e quindi sulla perpetuazione futura delle vecchie strategie acquedottistiche mentre i convegni trattino esclusivamente le modalità da adottare per migliorare la situazione preesistente senza insistere prioritariamente sulla necessità di modificarla radicalmente.  Nessuno, ad esempio, accenna ai danni provocati dalla troppo diffusa modalità di alimentazione delle reti a pressione di partenza fissa attuata tramite le onnipresenti vasche di carico.

La rivoluzione di prima fase:

1)     Alimentazione della rete a pressione variabile asservita alla pressione finale rilevata nelle varie aree di utenza e da realizzarsi  nelle reti a sollevamento meccanico tramite immissione diretta  in rete con pompe a velocità variabile regolate automaticamente dal sistema di telecontrollo e telecomando. Nelle reti alimentate a gravità la regolazione della pressione avrà luogo sulla base delle indicazioni di cui al seguente  punto 3. La costituzione di base della rete e degli impianti in genere saranno figli del sistema di telecomando e telecontrollo nel senso che in tutte le scelte strategiche si terrà conto delle grandi possibilità da esso offerte .

2)     Compensazione plurisettimanale, settimanale o giornaliera delle portate tramite serbatoi di accumulo di invaso adeguati e regolati dal sistema di telecomando centrale in base ad una strategia di ottimizzazione dei risultati. Fatte salve situazioni particolari i serbatoi di accumulo saranno del tipo a terra escludendo sempre quelli sopraelevati e cioè altimetricamente ubicati in corrispondenza con la linea piezometrica. Particolare cura sarà posta nella utilizzazione del volume di invaso in tutti i periodi sia di alto che di basso consumo.

3)     Quando gli interventi del n. 1 non sono sufficiente per ottenere una pressione ottimale  di consegna dell’acqua  in tutta o in parte della rete, si provvederà alla integrazione con vari sistemi locali di regolazione minuta come ad esempio valvole di riduzione automatiche e telecomandate dal sistema centrale di telecontrollo, sollevamenti locali effettuati con pompaggi suppletivi in  diretta oppure con serbatoi a terra di accumulo e compenso muniti di impianto automatico di risollevamento, creazione di sottoreti a pressione regolata localmente, ecc.

4)  Esauriti gli interventi di cui al n- 1, 2 e 3 e quindi realizzata la rivoluzione degli impianti acquedottistici preconizzata in queste pagine e solo a posteriori, utilizzare le straordinarie ricerche effettuate dai studiosi di idraulica e che formano l’oggetto di interessanti  convegni e dei relativi atti, per migliorare nei dettagli la costituzione e l’esercizio degli acquedotti. Ciò che si vuole qui evitare, in netta contrapposizione con i molti estimatori ancora attivi, è il ritorno alla acquedottistica tradizionale , per esempio, all’alimentazione classica delle reti a pressione fissa di inizio rete  potendo trovar applicazione soltanto in alcuni casi del tutto particolari.

5) Particolare importanza verrà data alle interconnessioni tra acquedotti viciniori e soprattutto alla possibilità di costituire vere e proprie reti di acquedotti ad estensione regionale ed extraregionale

6) L’esercizio fruirà di razionali sistemi automatici  di controllo delle pressioni di esercizio e delle  perdite occulte basati sul paragone del funzionamento teorico della rete verificato con nuovi sistemi di calcolo delle reti magliate con il funzionamento effettivo rilevato in tempo reale.  Sarà quindi bandito ogni metodo di controllo basato sul frazionamento delle reti o sulla intercettazione delle maglie di condotte dovendo invece favorire il magliaggio e l’interconnessione estesi in ogni dove.

La rivoluzione di seconda fase:

Viene delineato del tutto sommariamente  un programma fantasioso e probabilmente irrealizzabile ma che viene ugualmente proposto per stimolare la ricerca di notevoli miglioramenti da raggiungere i un futuro magari molto lontano ma che potrebbe dare vantaggi notevolissimi.

Rete nazionale di distribuzione del gas
Rete nazionale di distribuzione del gas oggi esistente
Immaginaria rete nazionale di distribuzione dell'acqua
Immaginaria rete nazionale di distribuzione dell’acqua

Poiché esiste già una rete di distribuzione del gas che copre tutto il territorio italiano, ci si chiede se non fosse possibile pensare ad una rete analoga per l’acqua.

Si vorrebbe quindi avanzare l’ipotesi di costituzione di una immaginaria doppia rete nazionale di adduzione di acqua potabile e acqua grezza in tutto il territorio e quindi con l’interconnessione diretta di tutti i sistemi di produzione e distribuzione idrica della penisola e della Sicilia.

Come risulta schematicamente dalla seconda planimetria si tratterebbe di costruire due condotte parallele e per la maggior parte sottomarine, atte a costituire una grande maglia in grado di raccogliere dagli acquedotti tutte le portate eccedenti i fabbisogni e, dove necessitano, di consegnare le necessarie integrazioni.

Nella planimetria sono indicati con colore verde gli impianti di produzione e in rosso le centrali di sollevamento.

Maggiori dettagli possono ricavarsi cliccando “VIAGGIO FANTASTICO NELL’UTOPIA DELL’ACQUA“ dove risulta anche un dimensionamento di massima con dati di portata e le motivazioni che indurrebbero a considerare una soluzione tanto fantasiosa e di fatto irrealizzabile.

Dettaglio della riviera ligure. La particolare conformazione topografica dei luoghi ha dato origine ad un sistema a grande scala di distribuzione idrica che più di tanti altri necessiterebbe di una rivoluzione totale con unificazione e razionalizzazione delle reti acquedottistiche di aree molto vaste a carattere regionale ed anche extraregionale
Dettaglio della riviera ligure. La particolare conformazione topografica dei luoghi ha dato origine ad un sistema a grande scala di distribuzione idrica che più di tanti altri necessiterebbe di una rivoluzione totale con unificazione e razionalizzazione delle reti acquedottistiche di aree molto vaste a carattere regionale ed anche extraregionale

C’è un ulteriore aspetto di una diversa rivoluzione rispetto a quella relativa alla costituzione degli acquedotti di cui si è parlato, aspetto forse più realistico , e che riguarda l’organizzazione generale degli acquedotti e che possiamo definire “tecnologia digitale”.

Si è prima ipotizzata la costituzione di una rete idraulica unica in grado di coprire l’intero territorio italiano. Più facile appare la futura costituzione di una rete digitale avente le stesse caratteristiche di estensione territoriale.

In sintesi l’ipotesi qui considerata prevede che il trattamento di tutti i dati relativi alla costituzione, alla manutenzione, all’esercizio di tutti gli acquedotti italiani e meglio ancora se si trattasse di un unico acquedotto a carattere nazionale, debba essere concentrata in un unico centro di calcolo al quale pervengono tutti i dati dalla periferia e quindi da tutti gli acquedotti anche da quelli più piccoli, e che provvede alla loro archiviazione ed al loro trattamento secondo le migliori tecniche moderne e fornendo alle varie sedi periferiche tutti gli elementi che loro necessitano.

Chiaramente questo centro esegue solo il trattamento dei dati mentre la proprietà e l’esercizio reale degli impianti, ivi compresa la parte economica di pagamento delle spese e di incasso degli introiti, resta quello che è cioè interamente dei gestori pubblici o privati. Sia ben chiaro che il centro di calcolo esegue solo il trattamento dei dati e niente altro.

Ecco alcuni esempi:

–          La compilazione della banca dati relativa alla consistenza degli impianti sia sotto forma di disegni, tabelle, sia per quanto riguarda la parte economica, gli studi tecnici sul funzionamento e sulla progettazione dei lavori, il magazzino materiali, gli studi economici relativo all’esercizio in tutte le sue varie parti come la bollettazione dell’acqua e gli incassi, sia i preventivi dei lavori e più in senso generico tutto ciò che attiene il trattamento dei dati sia tecnico che economico viene svolto dal centro di calcolo il quale può utilizzare i programmi applicativi più moderni effettuandone la continua manutenzione ed aggiornamento, essendo in grado di esplicare tutte le relative operazioni fornendo alle sedi periferiche ovunque disposte e  sempre via digitale tutti gli elementi di cui hanno bisogno.

–           L’approvvigionamento dei materiali non viene più fatto singolarmente dall’acquedotto che ne ha bisogno. Questo acquedotto segnala al centro la necessità appena sorta ed il centro la aggiunge a tutte le altre che gli sono pervenute e provvede all’ordine della fornitura in grosse partite che poi vengono ripartite fra tutti gli acquedotti che ne avevano bisogno

–          La bollettazione dell’acqua consumata non viene più fatta dai singoli acquedotti i quali invece si limitano a fornire al centro le letture non appena fatte e sarà il centro a spedire in tutta Italia le bollette e ad effettuare tutte le operazioni annesse come controllo dei pagamenti, verifica dei consumi e segnalazione di quelli anomali ecc.

–          La redazione della banca dati relativa ad un acquedotto non è più fatta singolarmente ma sarà il centro che, appena ricevuti i dati, provvede alla redazione della planimetria indicativa e di tutta la annessa banca dati

Esempio di stato di consistenza planimetrico (www.proteo.it)
Esempio di stato di consistenza planimetrico (www.proteo.it)

–          Anche la parte eminentemente tecnica è sotto il controllo del centro il quale provvede al telecontrollo generale di tutti gli impianti, alle verifiche di pressioni, portate, perdite ecc. provvedendo alla regolazione degli impianti e fornendo in tempo reale gli elementi alla periferia non solo sui computer di sede ma anche sui portatili in dotazione al personale il quale,tramite adeguate password, può visionare tutti i dati di funzionamento, verificare le decisioni prese dal centro e, se del caso, intervenire, sempre sotto controllo del centro, alle manovre suppletive necessarie.

Sono evidenti i benefici di risultato, di uniformità degli elementi, di collaborazione fra acquedotti viciniori , di utilizzazione di tecniche sempre aggiornate, in definitiva di strategia generale di grande interesse tecnico ed economico che ne deriverebbero.

Da registrare anche la uniformità dei programmi utilizzati dal centro con quelli analoghi utilizzati da Enel, Enti vari di gestione  al fine di consentire lo scambio di planimetrie od elementi costitutivi tra i vari  servizi  (telefono, gas, rete di cavi elettrici ecc.) ma che occupano le stesse strade o gli stessi territori degli impianti acquedottistici allo scopo di poter organizzare le interferenze tra i vari enti ed evitare conflitti o guasti tra servizi.

Ho prima precisato che la proprietà e l’esercizio effettivo degli acquedotti rimane ai gestori effettivi. Dal punto di vista legale le cose stanno esattamente in questi termini ma nella realtà pratica dell’era moderna, i veri padroni degli acquedotto sono coloro che sono in possesso dei dati relativi agli acquedotti stessi, Infatti supponendo che il centro di calcolo fosse in mano di una grande società questa, avendo a sua disposizione tutti i dati di esercizio ed avendo la capacità di effettuarne le elaborazioni, potrebbe agire in mille modi godendo di aspetti tecnico-economici moto favorevoli. Ad esempio potrebbe studiare particolari soluzioni di fornitura dei materiali, potrebbe proporre soluzioni tecniche innovative di riduzione delle perdite, di reperimento di acqua a basso costo, di interscambio di portate , di nuove soluzioni tecniche le più svariate ed interessanti con eccezionali risultati reali di esercizio ed anche economici. In ogni caso la utilizzazione della tecnologia digitale su grande scala come quella qui proposta, sia  se adottata da privati e sia da enti pubblici  rappresenta una strategia di grande importanza.

La conclusione di questo argomento non può essere che la seguente.

L’organizzazione digitale proposta esiste da tempo e quindi tutti i ragionamenti prima fatti sarebbero inutili se non fosse presente una pregiudiziale grave:  non esiste una sola ma tante, troppe metodologie ed ognuna è diversa dall’altra. Alcune sono molto sofisticate e valide altre sono del tipo fatto in casa artigianalmente e sono semplicemente ridicole. Tutte sono comunque incomplete rispetto alle funzioni auspicabili

Quello qui indicato è un sistema singolo che piano piano si sostituisca ai mille esistenti, che piano piano migliori la sua efficacia ed il suo campo d’applicazione ma soprattutto che sia unico: solo così è possibile arrivare al risultato vero.

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