IDROREGOLATORE CONTINUO DI INVASO

 

L’applicazione in oggetto riguarda i serbatoi di compensazione giornaliera degli acquedotti che sono muniti di adduzione propria sia funzionante a gravità e sia tramite sollevamento meccanico dell’acqua.

Le apparecchiature da installare sono le seguenti:
Un rilevatore in tempo reale dei livelli dell’acqua in serbatoio.
Un dispositivo elettronico (PLC) nel quale si possano memorizzare, con molteplici versioni e con possibilità di variarle secondo le necessità, le curve giornaliere dei livelli che si vuole imporre al serbatoio. Deve anche esser presente una banca dati per il deposito di molteplici dati di funzionamento reale e teorico. A titolo di esempio una curva da predisporre potrebbe essere la seguente, salvo poterla aggiornare in funzione dell’esercizio reale e memorizzare in diverse versioni in modo da poterla agilmente cambiare stagione per stagione.

Grafico dei livelli da preimpostare per un serbatoio di compensazione giornaliera
Grafico dei livelli da preimpostare per un serbatoio di compensazione giornaliera

Un dispositivo elettronico (PLC) che sia in grado di paragonare in tempo reale i livelli effettivi dell’acqua invasata misurati come sopra con i corrispondenti livelli imposti negli stessi tempi dalla curva giornaliera citata ed in grado di prendere le conseguenti decisioni.
Un dispositivo elettro-idraulico che provveda, tramite i comandi ricevuti automaticamente dal PLC, a regolare la portata immessa in serbatoio diminuendola quando il livello reale è superiore a quello prefissato teoricamente e aumentandola in caso contrario. Il dispositivo sarà normalmente costituito da una valvola a farfalla oppure a fuso atta a parzializzare la portata immessa in serbatoio. Negli impianti alimentati tramite sollevamento meccanico dell’acqua della condotta di adduzione, la regolazione sarà invece ottenuta variando la velocità di rotazione delle pompe, tramite avvio e arresto in successione di pompe diversificate oppure mediante messa fuori ed in servizio di pozzi a risalienza naturale, aventi pompa sommersa o infine di sorgenti di alta quota.

Continua a leggere “IDROREGOLATORE CONTINUO DI INVASO”

UNA MODALITA’ PARTICOLARE PER ACCUMULARE ACQUA NEL SOTTOSUOLO

serbadduttore
Profilo indicativo di un serbatoio-adduttore di grande capacità. – Scala defomata.
Cliccare per ingrandire

La necessità sempre più impellente e gravosa di poter disporre di acqua potabile per soddisfare le crescenti necessità, spinge incessantemente alla ricerca di nuove soluzioni. Una di queste potrebbe, in particolari condizioni ambientali, senz’altro consistere in una diversa costituzione delle condotte di adduzione dei grandi acquedotti di cui viene qui fatto un breve cenno non senza fornire l’indirizzo di articoli che, per chi ne avesse interesse, forniscono dati ed elementi dettagliati delle opere.
Si vuole precisare come, nelle città servite di acqua potabile proveniente da fonti piuttosto lontane, le condotte che servono al suo trasporto potrebbero svolgere un ulteriore compito e cioè quello di servire da prezioso accumulo di grandi volumi idrici. Allo scopo sarebbe sufficiente seguire particolari modalità costruttive e precisamente progettare la condotta non soltanto in funzione del suo compito principale di trasporto idrico ma anche per quello secondario citato.
Per rendere più comprensibile il concetto nell’articolo “IL SERBATOIO ADDUTTORE” si descrive il progetto di massima della condotta rappresentata nella figura allegata, avente caratteristiche particolari di lunghezza, diametro e pendenza con la quale sarebbe possibile accumulare un enorme quantitativo di acqua potabile che, sottoterra e quindi al riparo da ogni possibile inquinamento o manomissione, costituisce l’ubicazione ideale per l’acqua medesima. Il primo elemento caratteristico della soluzione qui proposta è la necessità che la condotta di adduzione assuma, allo scopo, dimensioni notevoli. Il secondo è dato dalla sua pendenza che deve esser prossima allo zero in quanto, dovendo fungere da serbatoio, la condotta sarà praticamente orizzontale con tutti i problemi costruttivi che ciò comporta.

Continua a leggere “UNA MODALITA’ PARTICOLARE PER ACCUMULARE ACQUA NEL SOTTOSUOLO”

GRANDI ACCUMULI DI ACQUA POTABILE NEL SOTTOSUOLO

Esempio di grande serbatoio-galleria sotterraneo
Esempio di grande serbatoio-galleria sotterraneo

L’accumulo di consistenti volumi d’acqua potabile rappresenta uno di mezzi fondamentali per risolvere la carenza d’acqua potabile che incomberà in maniera tragica impegnando gli anni prossimi nella ricerca della soluzione migliore per realizzare serbatoi di dimensioni notevoli. La loro costruzione nella superficie del suolo attuata con normali mezzi è in grado di offrire manufatti che possono avere una capacità al massimo pari, per ciascuna unità, a 20000/30000 mc nel mentre le necessità di un futuro ormai prossimo sono relative a volumi di invaso molto maggiori, ad esempio del tipo di quelli finora realizzati tramite i bacini artificiali con dighe di ritenuta ed aventi milioni di mc utili. Alla data odierna però sono molte le difficoltà che si frappongono ad ulteriori costruzioni di opere di questo genere in zone montane o collinari sia per mancanza di luoghi adatti, sia per il pericolo dei danni ambientali che essi producono per cui la previsione del loro futuro apporto benefico in campo acquedottistico sono ridotte praticamente a zero.
La soluzione va trovata nella ubicazione di mastodontici serbatoi nel sottosuolo dove essi possono trovare ottima collocazione e, se realizzati con le dovute cautele ed adottando opportune ed economiche modalità costruttive, non produrre danni ambientali di rilievo. Immagazzinare sotto terra l’acqua significa riportarla nel suo ambiente naturale dove può restare a lungo senza danno alcuno né per quanto riguarda pericolo di suo inquinamento per alterazioni chimiche o batteriologiche né per eccessive variazioni di temperatura e restando disponibile ad essere riutilizzata per coprire la scarsità delle usuali fonti in tempi e luoghi anche se lontani dal punto e dal momento di immagazzinamento nel sottosuolo.
Si indicano di seguito alcune delle modalità correnti di realizzazione.

Continua a leggere “GRANDI ACCUMULI DI ACQUA POTABILE NEL SOTTOSUOLO”

GLI ACQUEDOTTI A SERVIZIO DEI TERRITORI AD ANDAMENTO ALTIMETRICO MOLTO VARIEGATO – LE ANOMALIE DI PRESSIONE ED I RIMEDI

Fig. n.1 Planimetria schematica di rete per territorio in pendenza. (cliccare per ingrandire)
Fig. n.1 Planimetria schematica di rete per territorio in pendenza.
(cliccare per ingrandire)

La nascita dei moderni acquedotti è avvenuta tramite reti unificate per lo più alimentate  da sorgenti d’alta quota ed il cui problema principale da risolvere,  limitato all’alimentazione delle sole fontanelle pubbliche e dei pochi allacciamenti privati allora esistenti, era quello di servire le zone più elevate. Il precipitoso aumento di utenze che ne ha fatto seguito nei decenni successivi, ha messo in evidenza le anomalie di pressione che la rete unificata comportava nei territori ad altimetria molto varia. Uno dei primi provvedimenti messi in atto per risolvere tale problema è consistito nella suddivisione della rete in più sottoreti ognuna delle quali interessante una fascia di territorio altimetricamente omogenea ed avente un altezza massima di circa 70 metri. In epoca più recente si è deciso di migliorare ulteriormente la pressione residua relativa al suolo inserendo nelle sottoreti delle valvole riduttrici di pressione asservite al sistema centralizzato di telecomando e telecontrollo e che provvedono a riportare la pressione entro valori sempre congrui. I risultati sono stati sicuramente molto buoni anche se si riscontrano difficoltà notevoli nel definire il numero, la posizione, il metodo di regolazione automatica delle valvole. In questi ultimi tempi sono stati messe a punto delle metodologie di progettazione e di verifica teorica di funzionamento delle reti munite di regolazione della pressione a mezzo valvole che stanno dando risultati veramente buoni. Se la metodologia descritta denuncia una anomalia residua questa consiste nel fatto che, quando l’acquedotto è del tipo a sollevamento meccanico, dapprima si impiega molta energia elettrica per il sollevamento dell’acqua tramite le pompe mentre in tempo successivo una buona parte del carico così acquisito viene dissipato per riportare la pressione entro limiti normali tramite le valvole di regolazione e, se si riflette attentamente, prima pompare e poi dissipare rappresenta un controsenso.
Con il presente lavoro si avanzano delle proposte di ulteriore miglioramento nella costituzione e nella gestione di reti a sollevamento meccanico a servizio di aree disagiate.

Continua a leggere “GLI ACQUEDOTTI A SERVIZIO DEI TERRITORI AD ANDAMENTO ALTIMETRICO MOLTO VARIEGATO – LE ANOMALIE DI PRESSIONE ED I RIMEDI”

LA RETE ACQUEDOTTISTICA NAZIONALE DI ADDUZIONE – DALLE ALPI ALLA SICILIA

Schema della rete di distribuzione del gas in Italia
Figura n. 1
Schema della rete di distribuzione del gas in Italia

Nella planimetria allegata è rappresentata la rete di distribuzione del gas in Italia. Da rilevare che si tratta di una rete unitaria che copre tutto il territorio nazionale rifornendolo dell’importante combustibile senza soluzione di continuità. Pur essendo ben noto che il trasporto del gas segue leggi completamente diverse da quelle dell’acqua, pur tuttavia viene da chiedersi come mai la rete acquedottistica sia, contrariamente a quella anzidetta, spezzettata in mille parti.
Si vuole in questa nota formulare un’ipotesi che esamini quali sarebbero i vantaggi ed i problemi di una rete che, del tutto analogamente a quanto realizzato per il gas, unificasse anche il sistema di rifornimento idrico.
Si tratta senza dubbio di un’ipotesi del tutto utopistica che si ritiene comunque utile formulare perché offre il destro di far discutere di un tema importante come quello dell’acqua potabile che soffre di una profonda crisi generale per la cui soluzione bisognerà sicuramente scegliere strade nuove tra le quali potrebbe in futuro rientrare anche quella in argomento. Per farlo ci si basa su un ragionamento di base apparentemente molto semplice.
Gli attuali sistemi di approvvigionamento degli acquedotti italiani sono molto disparati e vanno dal reperimento di acqua naturalmente buona e di basso costo come quella delle sorgenti delle aree montane e collinari, di quella buona ma costosa delle falde artesiane, a quella che richiede onerosi trattamenti per far diventare potabile l’acqua grezza dei fiumi, dei laghi, quella reflua di  fognatura o addirittura quella marina previa  fdesalinizzazione

Continua a leggere “LA RETE ACQUEDOTTISTICA NAZIONALE DI ADDUZIONE – DALLE ALPI ALLA SICILIA”